Trump dice di non essere un grande fan di Zelensky e Zelensky dice di sentirsi tradito da Trump

Donald Trump ha criticato duramente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusandolo di ostacolare i negoziati per mettere fine alla guerra con la Russia e definendo una vergogna la decisione di riprendere gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe. «Non sono un grande fan di Zelensky» ha detto il presidente degli Stati Uniti in un’intervista all’emittente americana Newsmax, sostenendo che il presidente ucraino non sia realmente disposto a raggiungere un accordo con Mosca. Trump ha aggiunto di considerare Zelensky un interlocutore più difficile del presidente russo Vladimir Putin, pur affermando di ritenere possibile una conclusione negoziata del conflitto.
L’11 ottobre Trump aveva annunciato una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, presentandola come un’intesa tra Russia e Ucraina. Il governo ucraino aveva però fatto sapere di non essere stato preventivamente informato dell’annuncio. Nonostante questo, Kyjiv aveva accettato di sospendere per alcuni giorni le operazioni contro le raffinerie russe, chiedendo che Mosca interrompesse a sua volta i bombardamenti contro la rete energetica ucraina.
La Russia non ha rispettato questa condizione e ha continuato a colpire centrali elettriche e altre infrastrutture civili. Ieri, in un’intervista al Financial Times, il presidente ucraino ha dichiarato conclusa la pausa degli attacchi. Trump ha invece attribuito agli attacchi ucraini una parte della responsabilità per l’aumento dei prezzi internazionali dei carburanti, sostenendo che colpire gli impianti di produzione del diesel russo danneggi anche i paesi che dipendono dalle forniture energetiche. Il presidente americano ha insistito sulla necessità di fermare queste operazioni, che considera incompatibili con gli sforzi per contenere i prezzi dell’energia. Non sembra così: secondo i dati commerciali citati dal New York Times, la crisi delle forniture di diesel è legata soprattutto alle conseguenze della guerra in Iran, mentre gli attacchi ucraini alle raffinerie russe hanno avuto un ruolo limitato.
Nei giorni precedenti alla nuova crisi con Zelensky, Washington aveva autorizzato un allentamento delle sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, permettendo a Mosca di vendere carburante sui mercati internazionali nonostante le restrizioni introdotte in seguito all’invasione dell’Ucraina. La decisione ha suscitato critiche anche all’interno del Partito Repubblicano. Un gruppo bipartisan di senatori ha chiesto a Trump di revocare la misura, giudicandola un vantaggio economico concesso alla Russia senza contropartite evidenti.
Per il governo ucraino, la decisione americana rischia di ridurre la pressione economica su Mosca proprio mentre la Russia continua la sua offensiva militare. Zelensky ha criticato apertamente la disponibilità di Trump a concludere accordi economici con Putin, sostenendo che possa contribuire a finanziare la prosecuzione della guerra. In un’intervista al giornalista britannico Piers Morgan, registrata mercoledì, il presidente ucraino ha ammesso di sentirsi tradito dalle recenti decisioni di Washington, pur sottolineando che il rapporto con gli Stati Uniti resta essenziale per la sopravvivenza del paese.
Citando due funzionari statunitensi e un funzionario occidentale, Reuters riporta che l’ordine di rallentare il servizio Starshield (la versione militare della rete satellitare Starlink sviluppata da SpaceX) destinato alle forze ucraine sarebbe partito dalla Casa Bianca. Secondo le fonti dell’agenzia, il Dipartimento della Difesa americano avrebbe ricevuto indicazioni per limitarne il funzionamento, ma non è stato chiarito chi abbia impartito l’ordine né chi ne abbia supervisionato l’applicazione. Alcuni servizi satellitari sono stati successivamente ripristinati. Nella notte tra il 15 e il 16 ottobre nuovi attacchi russi con droni hanno colpito diverse regioni ucraine. Secondo le autorità locali, nella regione occidentale della Volinia circa 370 mila persone sono rimaste senza elettricità, mentre a Kyjiv sono state introdotte interruzioni di emergenza della distribuzione elettrica. Altri attacchi hanno provocato feriti nella città di Uman.
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