Kadis: “Il settore della pesca europeo si trova a un bivio critico”

23 Giugno 2026 - 11:46
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Bruxelles – Il settore della pesca europeo si trova “a un bivio critico” e nonostante  “i progressi concreti dal 2013” e “un numero maggiore di stock ittici pescato in modo sostenibile”, per il commissario “non ci siamo ancora”. L’allarme è stato suonato, al Consiglio Agricoltura e Pesca di ieri (22 giugno) a Lussemburgo, dal commissario europeo alla Pesca e agli Oceani, Costa Kadis.

La politica comune della pesca, sostenibilità e il regolamento sulle condizioni per il sostegno UE a pesca ed acquacoltura e marittima per il periodo 2028-2034 sono stati i temi discussi e trattati dalla riunione durante la quale la riunione, la Commissione europea ha presentato la sua comunicazione annuale sullo stato della politica comune della pesca (PCP) e sugli orientamenti per il 2027. Con l’avvio del processo annuale per la definizione dei contingenti e dei totali ammissibili di cattura (TAC) – i quantitativi massimi di stock ittici specifici che possono essere catturati – i ministri della pesca degli Stati membri hanno valutato le proposte dell’esecutivo e delineato le priorità nazionali per l’anno successivo. “I ministri hanno sollevato le questioni per loro più importanti: prevedibilità e stabilità, anche attraverso limiti di spesa pluriennali, semplificazione, modernizzazione della flotta e decarbonizzazione, ricambio generazionale e futuro dell’acquacoltura“, ha affermato Kadis, durante una conferenza stampa alla fine dell’incontro, sottolineando che si tratta di preoccupazioni condivise anche dall’esecutivo. 

Per quanto riguarda la pesca sostenibile nell’Unione, le conclusioni del consiglio Agrifish hanno evidenziato “continui progressi verso una pesca sostenibile, con una diminuzione della pressione di pesca in molti bacini marittimi e un numero maggiore di stock ittici gestiti a livelli sostenibili”. Tuttavia, Kadis ha presentato uno scenario più negativo: “Il settore della pesca europeo si trova a un bivio critico” e nonostante  “i progressi concreti dal 2013” e “un numero maggiore di stock ittici pescato in modo sostenibile“, per il commissario “non ci siamo ancora”. Tra le sfide emergono “la lenta ripresa di alcuni stock, in particolare nel Mar Baltico, nel Mediterraneo e nel Mar Nero, e gli impatti dei cambiamenti climatici, del degrado ambientale e della volatilità del mercato”. La Commissione ha pertanto sottolineato “la necessità di continuare a basare le opportunità di pesca sulle migliori consulenze scientifiche disponibili, sostenendo al contempo la resilienza, la competitività e la redditività a lungo termine del settore”. Tra gli altri temi emersi durante l’incontro figurano anche “il recupero degli stock, la capacità della flotta, l’attuazione dell’obbligo di sbarco, la transizione energetica e le prospettive socioeconomiche per la pesca nell’UE”.

Oltre alla pesca sostenibile, i ministri hanno tenuto uno scambio di opinioni sulla valutazione del regolamento sulla politica comune della pesca (PCP), il quadro normativo UE che mira a garantire che le attività di pesca e acquacoltura siano gestite in modo ecosostenibile e ad aiutare le comunità di pescatori a godere di un tenore di vita equo e a fornire una fonte di alimenti sana a prezzi ragionevoli. I ministri hanno discusso di come garantire che la PCP “raggiunga in modo efficace ed equilibrato i suoi obiettivi ambientali, economici e sociali, migliorando l’attuazione pratica e la fattibilità della politica” e “rimanga sufficientemente adattabile alle sfide future e alle realtà in continua evoluzione”.

La presidenza cipriota del Consiglio dell’UE ha anche fornito un aggiornamento sullo stato del regolamento che definisce le condizioni per il sostegno UE alla pesca, all’acquacoltura e alla politica marittima per il periodo 2028-2034. Il regolamento proposto fa parte del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) e definisce in dettaglio le condizioni per il sostegno dell’Unione alla politica comune della pesca e ai settori correlati. Nel creare un compromesso tra i Paesi UE, la presidenza cipriota “ha affrontato le principali preoccupazioni degli Stati membri rafforzando le norme sul sostegno alla PCP, evidenziando il sostegno all’acquacoltura e garantendo il finanziamento continuo per il controllo della pesca e la raccolta dei dati”. Ciò include anche “uno stanziamento vincolato della PCP a 4 miliardi di euro”, ha spiegato la ministra cipriota dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, Maria Panayiotou. Le discussioni di ieri hanno indicato inoltre la necessità di ulteriori riflessioni sul tema del sostegno dell’Unione agli investimenti nei pescherecci, in particolare in relazione alla decarbonizzazione.

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