La mamma di Pamela Mastropietro chiede un nuovo incontro all’assassino della figlia: “E’ l’ultima occasione per dire la verità”

Una richiesta al Garante delle persone sottoposte a misure limitative o restrittive della libertà personale della Regione Emilia‑Romagna, Roberto Cavalieri, affinché consegni una lettera con la richiesta di un incontro a Innocent Oseghale, l’uomo condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Pamela Mastropietro, uccisa a Macerata nel 2018. È quella avanzata da Alessandra Verni, madre della 18enne, durante il convegno ‘Giustizia riparativa e programmi di reinserimento comunitario: pratiche e scenari in dialogo’, tenutosi a Parma. La donna aveva già incontrato l’assassino di sua figlia lo scorso anno. Pamela fu uccisa e successivamente fatta a pezzi da Oseghale, ma per la mamma della ragazza l’uomo nasconderebbe altri complici.
La lettera
Nella lettera la donna chiede un incontro diretto che esuli dal percorso di giustizia riparativa: “La mia – scrive – è una ricerca di verità e giustizia, non di vendetta”. Per questo, aggiunge, “ti chiedo un nuovo incontro diretto, io e te, fuori da ogni percorso di giustizia riparativa e senza mediatori. Se accetti, puoi fare tu stesso richiesta formale alla direzione del carcere o al magistrato di sorveglianza. Il colloquio avverrà nel pieno rispetto delle regole e sotto la stretta vigilanza della polizia penitenziaria. L’esito di questo invito definirà la tua reale condotta”.
La richiesta al Garante dei detenuti
Al Garante per i detenuti, Alessandra Verni ha chiesto che venga redatta una relazione ufficiale da inserire nel fascicolo personale del detenuto presso il magistrato di sorveglianza, “documentando formalmente la sua reazione a questa richiesta: se rifiuti o scegli di non rispondere, il tuo rifiuto o il tuo silenzio saranno la conferma definitiva che il nostro colloquio del 7 marzo 2025 è stato solo una recita di convenienza per ottenere benefici carcerari”. La mancata risposta, aggiunge, “attesterà la tua totale chiusura, l’assenza di un autentico pentimento e l’inutilità dei percorsi rieducativi intrapresi finora”.
“Fai i nomi dei complici”
In caso di accettazione, prosegue la mamma di Pamela, “l’incontro avrà valore solo se dirai tutta la verità e farai i nomi dei complici”. Diversamente si legge nella lettera, “se accetti solo per ribadire reticenze e versioni di comodo, dimostrerai di non aver compreso la gravità delle tue azioni e che è inutile qualsiasi ulteriore percorso rieducativo”. E “l’autorità giudiziaria dovrà tenere conto di questa tua condotta, sia essa di rifiuto, di silenzio o di reticenza, per la valutazione di qualsiasi beneficio futuro”. L’incontro, conclude Verni, rappresenta “l’ultima opportunità per dimostrare un briciolo di dignità, prima che sia la storia stessa a presentarti il conto“.
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