Un passaporto digitale per gli umanoidi: l’innovazione di EZ Lab per colmare il vuoto normativo
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Un passaporto digitale per gli umanoidi: l’innovazione di EZ Lab per colmare il vuoto normativo
Il dispositivo di EZ Lab identifica gli assistenti umanoidi con un clic, rivelando proprietà, stato meccanico e assistenza. Basato su blockchain e AI tramite la piattaforma DPP Studio, lo strumento risponde al vuoto normativo attuale per garantire sicurezza e tracciabilità con la diffusione della Physical AI.

EZ Lab, PMI innovativa con sede a Padova, lancia il primo Robot Digital Passport, un passaporto digitale per i robot.
Lo strumento, il primo al mondo del suo tipo, permette di identificare un “assistente umanoide” rapidamente, con un clic, rivelando istantaneamente a chi appartiene, in che condizioni “di salute” si trovi e i contatti di assistenza da chiamare.
Il Robot Digital Passport è il primo frutto di Human Robotics, iniziativa di EZ Lab dedicata allo sviluppo della Physical AI applicata a robot già esistenti, con l’obiettivo di renderli più performanti e utili nei contesti quotidiani e professionali.
Tracciabilità e sicurezza per i robot umanoidi: l’approccio di EZ Lab per colmare un vuoto normativo
Con un mercato in forte crescita, i robot umanoidi saranno sempre più presenti nei contesti lavorativi e urbani, rendendo il monitoraggio e la tracciabilità del proprietario sempre più essenziale.
EZ Lab, con il suo Robot Digital Passport – che raccoglie e rende accessibili informazioni su possesso, anamnesi meccanica e contatti di assistenza dei dispositivi antropomorfi –, colma il vuoto normativo che attualmente non prevede uno strumento di riconoscimento immediato in caso di malfunzionamento e incidenti.
Elaborato dall’azienda MarTech del Nordest, attiva nella valorizzazione delle catene produttive, il passaporto digitale per robot di EZ Lab è stato presentato a New York ed è stata protagonista a VivaTech Parigi, la più grande fiera europea dedicata al mondo della tecnologia.
“Stiamo assistendo a una nuova rivoluzione tecnologica che porterà i robot a essere sempre più presenti nella nostra vita quotidiana e nelle attività lavorative. Per questo è importante iniziare da subito a dare loro un’identità digitale che permetta di risalire alle loro caratteristiche, a chi appartengono e chi contattare in caso di necessità”, commenta Massimo Morbiato, CEO di EZ Lab.
“Se un robot si blocca in un luogo pubblico o manifesta un comportamento anomalo, deve essere possibile identificarlo rapidamente e risalire al soggetto responsabile. Così come ogni persona ha una carta d’identità, anche i robot avranno bisogno di uno strumento che garantisca sicurezza, trasparenza e fiducia”, aggiunge.
Tecnologia e piattaforma
Alla base del progetto c’è DPP Studio by EZ Lab, la piattaforma, anche in white label, che permette alle aziende di creare, gestire e distribuire il Digital Product Passport per prodotti dei settori fashion, calzature, arredo, cosmesi, giocattoli, detergenti, batterie e materiali da costruzione, come richiesto dalle nuove normative europee in ambito sostenibilità ed economia circolare.
Basata su blockchain e intelligenza artificiale, la soluzione supporta la raccolta, la validazione e la condivisione di dati di prodotto, oltre a controlli in tempo reale per verificare la compliance e suggerire le azioni necessarie per rispondere agli obblighi normativi, governando l’intero ecosistema Digital Product Passport.
Oltre alle aziende soggette alle nuove normative, la piattaforma è pensata anche per agenzie, consulenti, system integrator e software house che vogliono realizzare soluzioni DPP per i propri clienti.
Il progetto SMARTIE
Il passaporto digitale dei robot trae ispirazione dalle attività di ricerca e innovazione sviluppate nell’ambito del progetto della regione Veneto SMARTIE, al quale EZ Lab partecipa attraverso la Rete Innovativa Regionale ICT4SSL, e in particolare dalla collaborazione con il prof. Luciano Gamberini dell’Università degli Studi di Padova, tra i principali esperti italiani di Human-Technology Interaction.
Le ricerche dedicate all’applicazione della robotica emozionale negli ambienti di vita e di lavoro hanno fornito importanti basi scientifiche e metodologiche per la progettazione del Robot Digital Passport e per una visione della robotica sempre più centrata sulla relazione tra tecnologia e persona.
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