Un principio di indeterminazione cosmico potrebbe spiegare l'energia oscura
L'energia oscura, ovvero quella misteriosa forza che confonde da anni la scienza potrebbe non esistere affatto, e non è la prima volta che si ipotizza possa essere sostituita da una fondamentale sfocatura quantistica della realtà. Lo dice nuovamente una recente ricerca teorica propone una spiegazione alternativa, suggerendo che le dimensioni del cosmo e la sua velocità di espansione non possano essere misurate contemporaneamente con precisione assoluta.
Il modello cosmologico standard si è sempre dimostrato incredibilmente solido nel descrivere la struttura dello spazio, ma si scontra da tempo con un enigma colossale, ossia la costante cosmologica introdotta da Einstein. I calcoli teorici prevedono un valore per questa forza ben 122 ordini di grandezza superiore a quello effettivamente osservato, e segna di fatto uno dei più grandi fallimenti della fisica moderna. A questo si aggiunge la tensione di Hubble, ovvero il fatto che l'universo sembra espandersi a ritmi diversi a seconda del metodo di misurazione utilizzato.
Il fisico teorico Savvas Koushiappas, della Brown University, ha pubblicato uno studio sulla piattaforma arXiv che affronta il problema da una prospettiva inedita.
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