Una cucina nomade per inseguire la sostenibilità

Da tema per nerd ambientalisti a locuzione logorata dall’abuso, la sostenibilità alimentare è un concetto la cui evoluzione è passata attraverso fasi estreme, ma le oscillazioni nel tempo tendono ad assestarsi in posizione di equilibrio, ed è probabilmente ciò che sta accadendo in questo momento: la questione conserva un ruolo centrale, ma calato in una visione di insieme che la integra e mette in relazione con altri aspetti altrettanto rilevanti per il futuro della gastronomia, come quello sociale, quello culturale o quello economico.
Durante le settimane passate hanno avuto luogo diversi eventi nei quali la sostenibilità alimentare è stata un tema trasversale e comune ai vari momenti di approfondimento, dal festival di Tempi di Recupero in Romagna a Terra Madre, il Salone del Gusto di Slow Food a Torino, dalle attività organizzate dal Crea Alimentazione e Nutrizione a Frascati per la settimana della scienza a IN-sostenibile, il festival organizzato dagli chef Simone Cipriani e Fabrizio Bartoli a Firenze, fino agli eventi nati per celebrare i dieci anni della legge 166/2016, conosciuta come legge antispreco o legge Gadda, ma nuovi appuntamenti e occasioni di incontro si aggiungono ora alla lista, esplorando anche altre dimensioni, come quella del design o quella legata agli spazi urbani.
La capacità di unire una pluralità di dimensioni, per le quali la sostenibilità alimentare diventa elemento collante, caratterizza un nuovo progetto pronto a coinvolgere studenti e cittadini milanesi in attività che stanno a metà tra l’artistico e il pratico, tra il creativo e il necessario. “Prossima Stazione – A Nomadic Kitchen” è nato infatti per «trasformare l’atto quotidiano del cucinare in un dispositivo d’indagine sociale e condivisione comunitaria»: dall’8 al 16 ottobre, negli spazi di Off Campus Cascina Nosedo al Politecnico di Milano (via S. Dionigi 90), un gruppo di quindici partecipanti, scelti tra tutti i candidati, lavorerà assieme al team organizzativo per co-progettare, assemblare e mettere in funzione una cucina modulare mobile, dunque leggera e trasportabile, ma soprattutto autosufficiente, perché sarà poi lo strumento con cui cucinare dal vivo e realizzare momenti di incontro e baratto negli spazi urbani e di quartiere.
Non ci saranno quindi solo laboratori (gratuiti) di co-design, ma occasioni in cui l’elemento sociale e partecipativo sarà esaltato, attraverso lo scambio di ingredienti, ricette, esperienze, ricordi, pareri, percorsi, al fine di ragionare sulla sostenibilità alimentare, sull’impatto economico dei pasti e sulla riduzione dello spreco e al contempo riattivare gli spazi pubblici attraverso la collaborazione, la condivisione, l’ascolto e la convivialità.

Rosita Ronzini, ricercatrice indipendente focalizzata su pratiche curatoriali partecipative, rituali di resistenza ecologica e nuove forme di convivialità che intrecciano arte, politiche del cibo e comunità locali, è la curatrice del progetto e così lo descrive: «Prossima Stazione nasce dalla volontà di trasformare l’atto quotidiano del cucinare in un dispositivo d’indagine sociale e di tessitura comunitaria, con una cura speciale per la condizione degli studenti fuorisede che spesso collegano il cibo ad abitudini di consumo di massa. Il cibo diviene qui un linguaggio politico e affettivo: attraverso il recupero dei ricordi gastronomici d’origine e il baratto di ingredienti, vogliamo restituire centralità allo spazio pubblico come luogo di incontro e mutualismo. L’obiettivo non è solo parlare di sostenibilità alimentare e lotta allo spreco, ma attivare spazi urbani sottoutilizzati attraverso la creazione di micro-comunità temporanee e accessibili a tutte e tutti».
I laboratori saranno coordinati e realizzati da Federico Rizzo (Salicornia Studio), designer diplomato alla Design Academy Eindhoven il cui lavoro esplora l’uso del cibo come strumento di interazione sociale e narrazione collettiva. «La mia ricerca con Salicornia Studio si focalizza sull’intersezione tra politica del cibo, ricerca materiale e processi partecipativi legati al cibo come linguaggio progettuale. In “Prossima Stazione” il mio apporto si traduce nella direzione artistica e nel coordinamento dei laboratori di co-progettazione e autocostruzione: un percorso in cui trasformiamo l’esperienza quotidiana degli studenti fuorisede in un dispositivo itinerante nello spazio pubblico, capace di fondere la dimensione performativa del cibo di strada con la sostenibilità e la condivisione di risorse».
“Prossima Stazione – A Nomadic Kitchen” è vincitore del bando europeo Urban Bites / Creative Europe e promosso con il supporto del Comune di Milano e di una rete di partner tra cui IED – Istituto Europeo di Design, BJCEM (Biennale dei Giovani Creatori dell’Europa e del Mediterraneo), ActionAid e il polo Off Campus Cascina Nosedo del Politecnico di Milano. Inoltre è in dialogo con l’associazione RECUP per poter essere presente anche al mercato cittadino, mentre il 17 ottobre sarà ospite di BASE Milano.
La partecipazione al progetto è gratuita e aperta a tutti i cittadini o studenti, soprattutto fuori sede, di Milano, i laboratori si terranno nei giorni 9, 12 e 14 ottobre, non sono richieste competenze tecniche pregresse e ci si può candidare fino al 4 ottobre compilando l’apposito form online.
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