Una meraviglia ai nostri occhi
At 28, 1-10; Sal 67 (68); Gv 13, 31-36
Là vicino vi erano i possedimenti appartenenti al governatore dell’isola, di nome Publio; questi ci accolse e ci ospitò con benevolenza per tre giorni. Avvenne che il padre di Publio giacesse a letto, colpito da febbri e da dissenteria; Paolo andò a visitarlo e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. Dopo questo fatto, anche gli altri abitanti dell’isola che avevano malattie accorrevano e venivano guariti. Ci colmarono di molti onori e, al momento della partenza, ci rifornirono del necessario. (At 28, 7-10)
Leggere quanto accade a Paolo a Malta fa subito andare con la memoria ai racconti dei vangeli, a Paolo è data la possibilità di guarire chi è malato e, grazie a quel gesto, non solo di ottenere interesse, ma nuove guarigioni e benevolenza.
Proprio Paolo, che inizialmente perseguitava i cristiani, ora lascia che attraverso di lui la Buona Notizia possa accadere e diffondersi.
Ogni cristiano, proprio oggi, può chiedere la stessa grazia, quella di essere a tal punto vicino al Signore da poter vivere, nella propria storia, nella propria persona, lo stesso stile del vangelo, lasciando che ancora oggi l’incontro con Gesù sia Buona Notizia per tanti.
Preghiamo
Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio.
dal Salmo 67 (68)
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