Una micro scatola nera potrebbe evitare disastri nei futuri razzi nucleari

14 Luglio 2026 - 17:30
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Visto che la tecnologia chimica dei razzi sta facendo il suo tempo, si parla sempre più spesso di nuove tecnologie di propulsione che garantiscano tempi inferiori e consumi minori nei futuri viaggi spaziali. Ecco quindi che la definizione di razzo nucleare usata nel titolo, non si riferisce a qualche pericolosa tecnologia bellica di cui aver paura, ma a uno dei più promettenti sistemi di propulsione a cui potremmo affidarci nei prossimi anni.

Le future missioni verso Marte, Nettuno e le regioni più lontane del Sistema Solare avranno bisogno di una quantità di energia che i tradizionali motori chimici non possono garantire, e di progetti avveniristici ce ne sono, ma molti di questi non sono più che progetti lontanissimi dalla fase prototipale. La tecnologia più solida è quella nucleare, poiché capace di fornire molta più spinta e autonomia.

Ma c'è un problema di fondo facilmente intuibile da chiunque, ossia, cosa succede se un razzo con un reattore nucleare esplode durante il lancio? Sarebbe chiaramente una tragedia, e i frammenti potrebbero disperdersi su vaste aree terrestri o in mare, rendendo complicato recuperare rapidamente il materiale radioattivo prima che possa rappresentare un rischio per l'ambiente.


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