«Una seduta spiritica»: la galassia ambientalista smonta l’entusiasmo della destra per il sì della Camera al nucleare

04 Giugno 2026 - 17:23
0
«Una seduta spiritica»: la galassia ambientalista smonta l’entusiasmo della destra per il sì della Camera al nucleare

Altro che sostenibile, scuotono la testa dalle parti del Wwf. Alla Camera abbiamo assistito a una seduta spiritica, ironizzano i vertici di Legambiente. La destra sta costruendo l’ennesimo alibi per rallentare l’uscita dell’Italia dai combustibili fossili, rimarcano da Greenpeace sottolineando che rinnovabili, reti, accumuli ed efficienza sono soluzioni già disponibili, più rapide, più diffuse e più democratiche di questa promessa costosa, lontana e incerta. Il sì della Camera al ritorno del nucleare in Italia viene smontato con diverse ma convergenti argomentazioni da parte della galassia ambientalista.

Il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, liquida la questione con una battuta al vetriolo (ma un focus sul nucleare è stato pubblicato sull’ultimo numero del bimestrale QualEnergia): «Seduta spiritica sul nucleare in Parlamento, impossibile rianimare un morto. Il nucleare è morto e lo ha ammazzato definitivamente il mercato. Avanti tutta con le rinnovabili».

Sullo stesso tenore il commento di Greenpeace, che sottolinea il fatto che il governo presenta il ritorno al nucleare come una «scelta pragmatica», ma in realtà «sta costruendo l’ennesimo alibi per rallentare l’uscita dell’Italia dai combustibili fossili»: «Rinnovabili, reti, accumuli ed efficienza sono soluzioni già disponibili, più rapide, più diffuse e più democratiche. Invece di accelerare su questa strada, il governo preferisce inseguire una promessa lontana, costosa e incerta. Anche nelle previsioni più ottimistiche, il nucleare non produrrebbe energia prima della prima metà degli anni Trenta: troppo tardi per rispondere alla crisi climatica, alla dipendenza dal gas e al caro energia. La verità è che le rinnovabili fanno paura proprio perché possono liberarci rapidamente da gas e petrolio, riducendo il potere di chi controlla il sistema energetico basato sui combustibili fossili. Prima il gas come presunta garanzia di sicurezza, ora il nucleare come promessa per il futuro: più che una strategia energetica, sembra una corsa a ostacoli costruita apposta per ritardare ulteriormente la transizione verso le fonti rinnovabili».

Ancora più articolato ma in definitiva ruotante attorno ai medesimi punti cardine è il ragionamento che fa il Wwf alla luce del voto espresso oggi dalla Camera (la destra punta al via libera definitivo al Senato prima della pausa estiva). Il disegno di legge del governo sul cosiddetto «nucleare sostenibile», spiegano dal Panda, è una scelta «insensata», che di sostenibile non ha nulla e che parla di tecnologie che non esistono. «Si tratta di una perdita di tempo (e di soldi) favoleggiando di una tecnologia non ancora disponibile, se mai lo sarà, come quella dei piccoli reattori modulari. Il tutto al solo scopo, reale, di favorire lo status quo, cioè l’attuale pericolosa e costosa dipendenza dal gas fossile».

Il Wwf fa notare che il nucleare è una tecnologia praticamente ferma, eppure per la terza volta qualcuno in Italia vuole imbarcarsi nella produzione dell’energia elettrica con il nucleare, senza peraltro voler chiudere la porta al nucleare di guerra (è una delle denunce fate dal parlamentare AVS Angelo Bonelli nel suo intervento alla Camera). Non solo: non essendo state commercializzate novità tecnologiche, il Panda sottolinea che non si capisce su che base il Parlamento ha ignorato la volontà popolare plebiscitaria (94,05%) espressa con il referendum del 2011. «Anche allora si favoleggiava di piccole centrali nucleari, e i cittadini espressero chiaramente il proprio giudizio. Anche perché, ora come allora, il nucleare in formato ridotto non risolve nessuno dei problemi di questa tecnologia, dai costi (superiori) alle scorie (moltiplicate)».

Il Wwf sottolinea come al momento i cittadini subiscono una continua propaganda a favore del nucleare, specie sui mezzi di informazioni di proprietà pubblica, mentre manca l’occasione di un serio dibattito nel Paese. «A cominciare dalla soluzione sul deposito nucleare, per la quale la Sogin ha ricevuto negli anni (a partire dalla sua istituzione, nel 1999) miliardi di euro prelevati dalle bollette: certo, pare più facile per i dirigenti di questa azienda di Stato tornare al nucleare che risolvere i problemi per i quali sono stati e sono pagati».

Siamo al paradosso, denuncia il Panda: «Un Governo, che non ha il coraggio di dire dove vuole collocare il deposito delle scorie nucleari già prodotte, si impegna a riempire il Paese di future centrali che ancora non esistono!».

Per chiudere, l’associazione ambientalista ricorda che dal 2011 a oggi ci sono state enormi passi in avanti, tecnologici e di costi, ma non hanno riguardato il nucleare, bensì fotovoltaico, eolico e batterie per gli accumuli. «Ormai le rinnovabili sono in competizione con i combustibili fossili, certamente non con una tecnologia che vivacchia da decenni solo laddove è assistita dai fondi pubblici. Se ne prenda atto e si facciano politiche bipartisan per velocizzare la transizione con l’efficienza e il risparmio, se non si vuole rischiare di portare il Paese fuori dalla realtà». 

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User