Un'altra ottima ragione per salvare gli alberi del mondo: gli animali

17 Settembre 2026 - 12:05
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Un'altra ottima ragione per salvare gli alberi del mondo: gli animali

In tutto il mondo, dalle foreste primarie dell'Oregon, alla macchia mediterranea, fino ai boschetti di eucalipti del Queensland, le creature dipendono dagli alberi per trovare riparo. Il nuovo studio “A global review of the capacity of tree cavities to buffer temperature extremes”, pubblicato su  Forest Ecology and Management da un team di ricercatori del Department of Natural Resources and Environmental Sciences dell’università dell’Illinois - Urbana-Champaign e finanziato dal National Institute of Food and Agriculture del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, suggerisce che, «Con l'instabilità climatica, gli alberi del mondo potrebbero diventare un rifugio ancora più importante. Questo perché, ovunque, gli alberi proteggono dalle temperature estreme gli animali che li abitano».  

L’autrice senior dello studio, Joy O'Keefe, specialista in divulgazione sulla fauna selvatica, ricorda che «Negli ultimi anni abbiamo assistito a episodi di mortalità di massa sia tra gli uccelli che tra i pipistrelli a causa del caldo estremo. La nostra meta-analisi ha rilevato che, in media, le cavità degli alberi possono rimanere di 3-4 gradi Celsius più fresche rispetto all'aria esterna, con alcune cavità più grandi o più profonde che possono raggiungere temperature inferiori fino a 15 gradi» dell'Università dell'Illinois. 

Tre o quattro gradi possono non sembrano molti, ma all’università dell’Illinois fanno notare che «Quando la temperatura esterna si avvicina a livelli letali, questa differenza può tenere in vita gli animali che vivono nelle cavità degli alberi. E non solo nelle giornate calde. Le cavità degli alberi offrono anche microclimi leggermente più caldi quando fa freddo, una caratteristica particolarmente importante per alcuni animali durante la gestazione o quando i piccoli vengono lasciati soli nel nido».

Il team della O'Keefe studia da oltre 10 anni i rifugi naturali e artificiali per i pipistrelli, concentrandosi soprattutto sulla capacità di questi mammiferi volanti di termoregolarsi in diverse tipi di rifugi. Tra le altre scoperte, hanno dimostrato che «I rifugi naturali – cavità degli alberi, scrostature della corteccia e altre fessure degli alberi – offrono una maggiore protezione dalle temperature estreme rispetto  alla maggior parte dei rifugi artificiali». 

Gran parte del lavoro del team si è svolto nella parte orientale degli Stati Uniti, ma le temperature estreme sono una preoccupazione globale. Gli scienziati statunitensi si sono chiesti: le cavità degli alberi offrono ovunque la stessa protezione termica agli animali arboricoli? La risposta potrebbe guidare le decisioni di gestione forestale in tutto il mondo.

L’autrice principale del nuovo studio, Katrina Cotten, specializzata in conservazione delle specie, ha collaborato con la O'Keefe alla prima revisione e analisi della letteratura scientifica globale sulla capacità di buffering termico delle cavità degli alberi: ha ricavato dati da 36 studi che si occupavano dell’argomento,  condotti nell'arco di 65 anni e in 5 continenti, e quelli che presentavano differenze di temperatura tra l'interno e l'esterno delle cavità degli alberi venivano inclusi nella meta-analisi della Cotten.

La O'Keefe sottolinea che «Questo è stato un raro caso in cui i dati ci hanno mostrato esattamente ciò che ci aspettavamo. Ovunque abbiamo guardato, gli alberi si sono rivelati ottimi per mitigare le temperature estreme dell'aria esterna».

Nel la sua ricerca bibliografica la Cotten si è necessariamente concentrata sul Nord del mondo, «Perché non esistevano studi sulle temperature delle cavità degli alberi in Sud America, Asia o gran parte dell'Africa, a parte il Sudafrica. Ci sono buone ragioni per sospettare che gli alberi si comportino allo stesso modo in quei luoghi, ma sarebbe interessante studiare più specie di alberi e più tipi di ambienti. Sarebbe particolarmente utile studiare gli alberi nelle aree ad alta biodiversità, che peraltro sono zone sottorappresentate nella ricerca».

Nonostante queste lacune nei dati, i ricercatori affermano che «Ci sono molte prove a sostegno dell'idea che dare priorità agli alberi, soprattutto  a quelli grandi o vecchi, sia una decisione gestionale intelligente per proteggere gli animali che vivono sugli alberi». 

Uno degli autori dello studio,  Reed Crawford, ricercatore post-dottorato nel team 'Keefe, conclude: «I gestori forestali dovrebbero concentrarsi sulla protezione e sulla rigenerazione degli habitat naturali per gli animali, soprattutto nelle aree soggette a ondate di calore che possono provocare eventi di mortalità di massa. Lo studio sottolinea come le cassette nido e altri rifugi artificiali non riescano a replicare le cavità degli alberi. Sappiamo che le cassette per pipistrelli raggiungono quasi sempre temperature superiori a quelle esterne, e di conseguenza non riescono a trattenere il calore durante la notte. Se si è costretti a utilizzare rifugi artificiali nei propri piani di conservazione, è necessario migliorarne il design per replicare al meglio quel che accade in natura e cercare di proteggere questi animali».

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