Unioncamere: più di un’impresa su quattro stima il fatturato in crescita nel 2026 e nel 2027

25 Settembre 2026 - 12:10
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Le aziende restano positive sul prossimo futuro, nonostante le tensioni internazionali e il caro energia. Per il 2026, il 27,5 per cento delle imprese si attende una crescita del fatturato di almeno il 3 per cento, il 19,8 per cento un aumento dell’export e il 15,8 per cento dell’occupazione. È quanto emerge dall’analisi di Unioncamere e del suo Centro studi Tagliacarne su un campione di circa 4.500 imprese manifatturiere e dei servizi con addetti tra cinque e 499 unità. Un orientamento che si conferma anche per le previsioni del 2027, il 25,9 per cento delle aziende stima un incremento del giro d’affari, il 20,6 per cento delle esportazioni e il 13 per cento degli occupati. Ancora più fiduciose le imprese guidate dai giovani: per il 2026, il 37,6 per cento stima una crescita del fatturato, il 34,8 per cento delle vendite all’estero e il 24,3 per cento dell’occupazione, mentre per il prossimo anno le quote si attestano rispettivamente al 33,3 per cento, 34,1 per cento e 21,4 per cento. Tuttavia, l’impennata della bolletta energetica sui costi aziendali preoccupa più del 70 per cento delle imprese e di queste il 43,4 per cento stima una riduzione dei margini di profitto. Anche per questo entro il prossimo triennio il 36,1 per cento delle aziende ha in programma di realizzare investimenti green e il 38 per cento in digitale.

“Le imprese sembrano aver imparato a convivere con la situazione di incertezza permanente del quadro internazionale, reagendo con maggiore rapidità e adattando le proprie strategie a uno scenario in continua evoluzione”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, che ha aggiunto: “Nonostante l’incertezza, infatti, la fiducia degli imprenditori si è mantenuta negli ultimi tre anni sostanzialmente stabile, dopo la flessione registrata nel 2022 a seguito dello scoppio della guerra russo-ucraina. In questo quadro, l’aumento dei costi energetici è una delle conseguenze più concrete dell’instabilità internazionale. Non sorprende, quindi, che oltre un terzo delle imprese risponda investendo nel green, soprattutto attraverso interventi finalizzati al risparmio energetico, con una scelta che coniuga sostenibilità e competitività”. Nel complesso la base imprenditoriale si sta mostrando resiliente: il 27,5 per cento delle imprese si attende per quest’anno di chiudere il giro d’affari con un segno più rispetto al 2025, oltre la metà delle imprese punta a confermare il proprio fatturato. Ma il 20,1 per cento fa più difficoltà e stima un calo del business. Sostanzialmente in linea restano le aspettative per il 2027 con il 25,9 per cento che indica una crescita e il 50,4 per cento che prevede una stazionarietà.

Mentre più contenuta appare la quota delle aziende che prevede una flessione del proprio giro d’affari, pari al 7,1 per cento, a fronte però di un aumento dell’incertezza visto che il 16,7 per cento non sa cosa aspettarsi. Per sostenere il proprio business le imprese continueranno ad investire nel digitale, in particolare per quanto riguarda l’intelligenza artificiale. Il 21,8 per cento delle realtà imprenditoriali ha già realizzato investimenti in IA tra il 2023 e il 2025 o intende farlo nel prossimo triennio. Nel complesso, negli ultimi tre anni il 44,6 per cento delle aziende ha adottato tecnologie digitali 4.0 nella sua impresa, e il 38 per cento ha in programma di farlo tra il 2026 e il 2028. Resta consistente la quota di imprese che mette la sostenibilità tra i propri programmi di investimento. Nel triennio 2026-2028, il 36,1 per cento delle imprese prevede di realizzare investimenti green (di processo e/o di prodotto), a fronte del 37,1 per cento che li ha realizzati tra il 2023 e il 2025. Tra le imprese che hanno già investito, il 41 per cento ha destinato tra il 2 e il 5 per cento del fatturato, mentre il 9,6 per cento ha investito il 10 per cento o più. Anche per accompagnare i processi innovativi introdotti nella propria organizzazione, il 53,6 per cento ha in programma di realizzare investimenti per il miglioramento delle competenze tecnico-professionali per il triennio 2026-2028. Mentre il 52,9 per cento l’ha già fatto nel triennio 2023-2025.

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