Urbanistica Milano, flash mob delle Famiglie sospese a due anni dai primi stop: “Questa non è giustizia”

17 Luglio 2026 - 16:35
0
Urbanistica Milano, flash mob delle Famiglie sospese a due anni dai primi stop: “Questa non è giustizia”

Un gigantesco Gioco dell’Oca, un dado passato tra un finto giudice e un finto politico e, al centro, il numero delle 4.500 famiglie ancora in attesa delle case acquistate. È andato in scena davanti al Palazzo di giustizia di Milano il nuovo flash mob del Comitato Famiglie sospese, organizzato a due anni dal sequestro del cantiere LAC e dall’avvio del filone giudiziario sull’urbanistica milanese. L’iniziativa, definita dal Comitato un “amaro compleanno”, è servita a denunciare quello che le famiglie considerano uno scaricabarile tra magistratura, amministrazione e politica. La novità più rilevante è l’ipotesi di presentare direttamente un’istanza per ottenere il dissequestro dei cantieri ancora bloccati.

Borsellino: “Due anni senza una data non sono giustizia”

“Dopo due anni non abbiamo ancora idea se ci sarà un processo e quale sarà la data di inizio”, ha dichiarato Filippo Maria Borsellino, portavoce del Comitato. “Stiamo quindi valutando l’ipotesi di fare noi istanza per il dissequestro di questi cantieri”. La richiesta, ha precisato Borsellino, non avrebbe l’obiettivo di fermare gli accertamenti sulle eventuali responsabilità, ma di consentire alle famiglie di non continuare a pagare le conseguenze di tempi giudiziari che non dipendono da loro. “Due anni di attesa, senza neppure una data di inizio del processo, per famiglie che non hanno colpe, non sono giustizia”, ha aggiunto il portavoce, richiamando anche le assoluzioni maturate in procedimenti analoghi.

Borsellino è tornato anche sulla sentenza di assoluzione pronunciata nel procedimento Torre Milano, nel quale tutti gli imputati sono stati assolti. “La pm Marina Petruzzella aveva definito quell’operazione uno sfregio alla città. Dopo tante sofferenze possiamo dire che l’unico sfregio è stato fatto alle nostre vite, per aver descritto casa nostra come uno sfregio”, ha affermato. Secondo il Comitato, il caso dimostrerebbe la sproporzione tra la durata dei sequestri, le conseguenze per gli acquirenti e gli esiti giudiziari finora maturati.

La richiesta alla politica: “Serve una legge nazionale”

Le Famiglie sospese distinguono però il piano giudiziario da quello politico. Alla magistratura chiedono di valutare il dissequestro dei cantieri, mentre al Parlamento sollecitano una norma nazionale in grado di mettere fine all’incertezza interpretativa che ha travolto numerosi interventi immobiliari. “Da ogni interlocuzione con il mondo istituzionale è emersa un’unica soluzione: una legge nazionale”, ha spiegato Borsellino. Per il Comitato, Milano avrebbe bisogno di regole chiare e uniformi, capaci di garantire certezze sia a chi compra casa sia agli operatori.

Sardone: “Quattromilacinquecento nuclei ancora sospesi”

Al presidio ha partecipato anche Silvia Sardone, consigliera comunale e vicesegretaria della Lega, che ha chiesto maggiore rapidità e attenzione nei confronti delle famiglie coinvolte. “Hanno acquistato casa e investito i propri risparmi in un bene che ancora non possono avere. Ci vuole un po’ di rapidità, giustizia e rispetto nei loro confronti”, ha dichiarato. Sardone ha ricordato i tentativi della Lega di intervenire sul tema sia a Milano sia a Roma e ha criticato la gestione amministrativa della vicenda. “La politica può rendere il procedimento meno burocratico e più certo per tutti, sia per chi acquista sia per chi vende”, ha aggiunto.

Scavuzzo: “Su via Cancano un altro passo avanti”

A stretto giro è arrivata la replica della vicesindaca Anna Scavuzzo, titolare della delega alla Rigenerazione urbana, che ha assicurato che il Comune sta lavorando su tutti i percorsi disponibili. Scavuzzo ha annunciato l’avvio del procedimento di verifica di assoggettabilità a Vas anche per le residenze di via Cancano, nell’ambito dell’istruttoria del Piano attuativo già avviata. “È un altro passo avanti concreto, reso possibile dalle misure rimediali messe in campo dalla Giunta per affrontare i procedimenti aperti”, ha spiegato. La vicesindaca ha inoltre ricordato i quattro incontri tenuti dall’inizio dell’anno con i rappresentanti delle famiglie e ha rivendicato il lavoro svolto sui singoli cantieri e sulle richieste di titoli edilizi. “Ci vogliono lavoro e pazienza, ma grazie all’impegno e alla disponibilità di tutti cominciamo a vedere percorsi e cantieri che riprendono, cioè soluzioni che prendono forma”, ha concluso.

Il confronto resta quindi aperto su due fronti: da una parte i tempi e le decisioni della magistratura, dall’altra la ricerca di una soluzione normativa e amministrativa capace di sbloccare le case e restituire certezze a migliaia di famiglie.

L'articolo Urbanistica Milano, flash mob delle Famiglie sospese a due anni dai primi stop: “Questa non è giustizia” proviene da Affaritaliani.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User