Vannacci: "Sono pronto a parlare con Trump. Con Alemanno abbiamo mangiato maialino e bevuto Cannonau. Sarà il mio consigliere"

26 Giugno 2026 - 05:54
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"È stata una cena, oserei dire, frugale". O forse più pastorale? "Abbiamo mangiato il maialino". Bevuto? "Cannonau. Ma sono state interessanti le discussioni". Generale Roberto Vannacci, lei sa meglio di noi che l'uomo è ciò che mangia e dunque interessante è anche il suo maialino. Anzi porceddu. "Sicuramente". Lo spiedo ha un che di patriarcale. "E c'era anche del pane carasau!". Il tutto dal ristorante sardo Sa Cardiga.

Come ha trovato, invece, Gianni Alemanno? "Alemanno è un talento e sarà un ottimo consigliere per Futuro nazionale". Consigliere soltanto? "Sì. Come ha detto anche lui, non avrà incarichi politici. Alemanno è parte della storia della destra italiana e Futuro nazionale è ben contento di attingere al suo bagaglio storico e alla sua esperienza come ministro dell'agricoltura e sindaco di Roma. Insieme, porteremo avanti la sua testimonianza". Certo. E però quando lei, Roberto Vannacci, parla di "destra", i dirigenti di Fratelli d'Italia s'arroventano (altro che fiamma). "Peccato per loro. Neppure ci conosciamo". Diversi tra i Fratelli pensano che lei si stia appropriando dei loro morti. "Ripeto: io non conosco chi parla e dice cose talmente prive di ogni riscontro. Io non mi approprio di nulla. Non foss'altro perché ho cominciato a fare politica negli ultimi mesi. E neppure conosco le figure cui fanno riferimento". Dicono: Almirante, Ramelli. "Io porto avanti i miei principi, i miei ideali, i miei valori. Ciò detto, non è colpa mia se prima di me ci aveva pensato qualcun altro". Alemanno dice che lei somiglia molto a Giorgio Almirante. "Io penso che alcuni principi e valori siano stati abbandonati. Il partito di Giorgia Meloni è in un'alleanza di centrodestra che fa tutto tranne che una politica di destra. E, come ho già detto, sembra una sinistra meno alla moda".

Sulla sicurezza, l'immigrazione, il sovranismo l'idem sentire tra lei e Alemanno è chiaro. E tuttavia l'ex sindaco di Roma, che ha scontato la sua pena da innocente – così ha detto – è iscritto all'associazione affiliata ai radicali Nessuno tocchi Caino. Ne avete parlato? "Ne abbiamo parlato, sì". E? "E lui sa che io, tra Abele e Caino, sarò sempre dalla parte di Abele. E su questo posso anche anticipare qualcosa rispetto a quanto ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio". Prego. "Ecco: né io né Alemanno siamo per l'amnistia. L'Italia deve costruire carceri nuovi e rinnovare quelli esistenti . Ma deve fare in modo che i criminali ci finiscano dentro. E che non vengano rilasciati nonostante perpetrino azioni delinquenziali, senza essere separati dalla società perché le carceri sono piene". Alemanno ha a cuore le condizioni dei detenuti, la funzione rieducativa dei penitenziari. "Certo. E' chiaro che il carcere debba essere anche e soprattutto rieducativo, come dice la Costituzione. Ne abbiamo parlato a cena, e anche lui condivide l'idea per la quale dopo delitti efferati si debba rimanere dentro con pene lunghissime. Abbiamo fatto l'esempio di Filippo Turetta, per dire, condannato giustamente all'ergastolo ancor prima che esistesse la fattispecie del reato di femminicidio. Il carcere è rieducativo, ma è anche il luogo dove si scontano le pene. E le pene devono far penare, oltreché pensare. Altrimenti, banalmente, non sarebbero pene".

Tra la destra sovranista di Vannacci e la destra sociale di Alemanno, c'è spazio per la tecnodestra di Andrea Stroppa? "Dell'endorsement di Stroppa mi ha avvisato la stampa e mi ha fatto piacere". Sarebbe un curioso innesto. "A me fa piacere qualsiasi persona effettui un endorsement su di me". Stroppa dice che lei è l'uomo giusto per parlare con Trump. È così? "Io ho parlato e parlo con tutti, persino con Lilli Gruber. Si figuri se non posso parlare con Trump. In Italia, poi, c'è chi mi dà del fiolorusso e dice che prendo soldi da Putin. Ora invece mi danno del filoamericano. Si decidano: o sono filorusso o sono filoamericano". Sarà il pontiere? "I miei contatti sono sporadici. Ma io non mi sono mai isolato dal mondo americano. Beninteso: dal Make American Great Again. Il mondo sovranista dei Maga che ho sempre appoggiato". È l'uomo giusto per parlare con Trump, quindi. Dal maialetto all'hamburger? "Se dovrò parlare con Trump, lo farò".

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