La tela di Schlein con Orsini. Ma da Confindustria: “Nel Pd più De Pascale e meno Corrado”
Si cercano, si parlano, si stimano. Elly Schlein e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini è da tempo che portano avanti un rapporto definito “molto cordiale”. E già questo basterebbe a smontare l’autodafé della segretaria del Pd che in direzione nazionale ha parlato di “pezzi di establishment che mal sopportano una leadership progressista a Palazzo Chigi”. A sentire i ben informati, infatti, tra il presidente di Viale dell’Astronomia e la segretaria, c’è una simpatia derivante anche dalla comune provenienza emiliana (Orsini è di Sassuolo). La scorsa estate Orsini venne ricevuto con tutti gli onori al Nazareno, dove si intrattenne per oltre tre ore. Ma da quella volta il dialogo tra le parti non si è mai interrotto, portato avanti anche da intermediari come il responsabile economico del Pd Antonio Misiani, “con cui ci sentiamo costantemente”, riferiscono dall’associazione degli industriali. E’ anche per questo che all’evento “L’Europa che vogliamo” organizzato questa settimana da Nicola Zingaretti a Roma c’erano cinque vicepresidenti di Confindustria: Lucia Aleotti, Antonio Gozzi, Aurelio Regina, Lara Ponti e Barbara Cimmino. All’assemblea generale di Confindustria tenuta alla Nuvola di Roma a fine maggio Schlein (e anche Conte) non ci erano andati, delegando per il campo largo il solo Nicola Fratoianni. Eppure non sembrano esserci stati strascichi. Anche perché portando avanti la “campagna d’ascolto” e le iniziative del Forum industria è come se dal Nazareno avessero offerto delle rassicurazioni.
Altra cosa sono però le preoccupazioni espresse da Confindustria sulle questioni di politica industriale e che, per adesso, non stanno riscontrando grandi risposte da parte dem. “Quando parlo con personalità quali il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale, da lui mi sento dire che l’Ets così com’è non va bene, va riformato. Poi però abbiamo sentito in più occasioni da Schlein, non ultimo in direzione l’altro giorno, che il sistema Ets va mantenuto. Ecco, così si crea incertezza”, dice Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e che nel board presidenziale di Confindustria siede con una specifica delega al Piano Mattei. “Così come sul green deal, sulle regole per resistere alla competizione all’interno del mercato europeo dei prodotti cinesi, ma anche su un vero piano di politiche industriali, ci saremmo aspettati sicuramente di più. Diciamo che ci ritroviamo, appunto, molto più su una linea pragmatica alla De Pascale piuttosto che sulla linea espressa dalla responsabile Ambiente Annalisa Corrado, molto più schiacciata sull’agenda Timmermans”.
Il tema della rappresentatività della componente riformista, poi, è un altro degli elementi sul tavolo delle relazioni tra il Nazareno e Confindustria. Questo perché negli ultimi due anni la gran parte dei convegni e degli eventi in cui sono stati ospitati gli industriali (soprattutto del nord) sono stati organizzati da “Energia popolare”, la corrente che fa capo a Stefano Bonaccini. Con una interlocuzione forte soprattutto con persone come Giorgio Gori. “E proprio il fatto che non sappiano se verranno ricandidati o meno li sta facendo esporre di meno. Noi ovviamente ci auguriamo che possano essere considerati ancora un valore aggiunto più che un peso”, riferiscono ancora dall’universo confindustriale. Così come non hanno trovato grandi sponde le iniziative sulla “reindustrializzazione” presentate dal Forum industria guidato da Andrea Orlando. “Ma non lo sanno che siamo la seconda economia europea?”. Il Forum industria a ogni modo prosegue con le sue tappe e sabato sarà a Milano per un convengo dal titolo “Economia sociale: per un’altra Italia e un’altra Europa” , con, tra gli altri, Irene Tinagli e Marta Bonafoni.
Un’altra delle partite che si muovono in parallelo alle interlocuzioni tra Schlein e Confindustria riguarda la piattaforma unitaria sindacale, sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil per il nuovo accordo quadro che punta a salari giusti e maggiori tutele. Una piattaforma che ora dovrà essere discussa proprio con le associazioni datoriali (tra cui Confindustria). E l’auspicio di Viale dell’Astronomia è “che Schlein non si schiacci troppo sulle posizioni di Landini per cercare di salvaguardare questo rapporto privilegiato. Come quando diceva di essere d’accordo con noi ma nel frattempo firmava il referendum contro il Jobs Act”. Frizioni che somigliano a quelle del campo largo, alle prese con un allargamento tutto ancora da vedere. Ieri a margine delle celebrazioni per gli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea costituente s’è visto Matteo Renzi parlottare per un bel po’ con Dario Franceschini (c’è stato anche un fitto colloquio Conte-Schlein). Oggetto? Conte e le sue sparate contro Iv. “Se continua così dovrò intervenire”, è un po’ il senso delle considerazioni dell’ex premier. Non un clima eccezionale a sinistra.
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