Vedove tra preghiera, comunione e appartenenza
Un momento del convegno
Un momento del convegnoAl recente convegno dell’Ordo Viduarum a Seveso alcune partecipanti hanno condiviso alcune risonanze sulle attese e i frutti dell’incontro.
«Ho partecipato con profonda gratitudine al convegno dell’Ordo Viduarum, di cui faccio parte – afferma Sabrina -. Abbiamo vissuto intensi giorni di preghiera, di confronto e di profonda fraternità. Sono tre i punti che mi hanno colpita di più: la figura di Sant’Ambrogio che delinea l’identità dell’Ordo nella nostra Diocesi, la qualità della formazione e la fraternità. Molti sono stati i momenti di condivisione e di scambio con le consorelle, sia del mio gruppo, sia delle diocesi vicine. Ho avuto modo di approfondire nuove e vecchie conoscenze. Con alcune ho trovato una grande sintonia, tanto da riuscire a esprimere pensieri e confidenze che conservavo in fondo al cuore, ma non ero riuscita a fare emergere nella mia preghiera personale, in solitudine. Di questo sono profondamente riconoscente. La parte conclusiva con la celebrazione dell’Eucarestia nella Basilica di Sant’Ambrogio è stata un momento straordinario di grande emozione per noi e per i fedeli presenti».
«Il convegno di Seveso ha segnato una tappa significativa nella crescita e nella consapevolezza di questa nostra chiamata – commenta Franca -. Lo stupore nasce ascoltando che Sant’Ambrogio, fin dal IV secolo, intravede nella figura femminile la possibilità di un aiuto e parla addirittura di un contributo al risanamento della società dell’epoca. Delinea una nuova figura di donna capace di affrontare i problemi sociali con una dignità e un’autonomia propria. Si rimane ancora più impressionati quando in tale contesto di fede, Sant’Ambrogio arriva ad affermare che “la vedovanza non è da fuggire come un supplizio, ma da abbracciare come un premio”. Mi colpisce il fatto che, nel campo fertile della Chiesa, Ambrogio vede il fiore dell’integrità (le vergini), che si rafforza per la gravità della vedovanza (le vedove), e che poi sovrabbonda per i frutti del matrimonio (le spose)».
Conclude Maria Laura «Se dovessi dire cosa ci ha spinte a organizzare questo convegno, userei tre parole: il desiderio di comunione, di appartenenza, di testimonianza. La comunione tra le sorelle di Diocesi diverse che, mosse dallo Spirito, hanno fatto la nostra stessa scelta di vivere la propria vedovanza, offrendosi al Signore. L’appartenenza alla stessa fede, alla stessa speranza, alla sorellanza che ci rende unite anche nelle nostre diversità. La testimonianza di un vivere umano già proiettato in un futuro di eternità dove i sentimenti, gli affetti, le opere, tutta la vita terrena, si compie e si congiunge. Siamo profondamente grate per lo svolgimento e l’esito di questo convegno. Grate allo Spirito, grate ai sacerdoti che ci hanno guidato e grate alle sorelle che hanno partecipato e condiviso questa esperienza. Le riflessioni e gli interventi hanno messo in evidenza ancora di più la bellezza delle diversità nell’unità della Chiesa cattolica. Come in una sinfonia, menti e toni diversi si rivolgono a Dio in un’unica lode».
The post Vedove tra preghiera, comunione e appartenenza appeared first on Chiesa di Milano.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)