Vent’anni di solitudine: il trionfo degli azzurri di Marcello Lippi a Berlino e la crisi del calcio italiano

09 Luglio 2026 - 18:22
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Vent’anni di solitudine: il trionfo degli azzurri di Marcello Lippi a Berlino e la crisi del calcio italiano

Vent’anni di solitudine: il trionfo degli azzurri di Marcello Lippi a Berlino e la crisi del calcio italiano

C’era pure una giovane ragazza, deputata, tra gli spalti a Berlino. Nessuno la riconobbe. Vent’anni dopo è uno degli statisti più importanti d’Europa, mentre il calcio italiano annaspa e ai mondiali non ci va dal 2014.Il 9 luglio del 2006 l’Italia di Marcello Lippi batteva ai rigori la Francia e vinceva il suo quarto titolo. Giorgia Meloni era in tribuna. E quel ricordo oggi è rimpianto e nostalgia per tutti noi.

Calciopoli, la galera e il trionfo

Due mesi prima era scoppiata Calciopoli. E molti chiesero che l’Italia non partecipasse per la vergogna ai mondiali tedeschi. Il commissario federale era Guido Rossi, che aveva assegnato uno scudetto contestato all’Inter.

Alcuni invocavano la galera per gli juventini. Che invece formarono il blocco di una squadra straordinaria. Buffon, Cannavaro(che avrebbe vinto il  pallone d’oro), Zambrotta, Del Piero, Camoranesi. E insieme a loro Totti, Toni, Gilardino, Materazzi, che risulterà decisivo, e Fabio Grosso, un anonimo terzino del Palermo che segnerà il rigore decisivo nella finale con la Francia.

Zizou e Materazzi

Zinedine Zidane, a 34 anni, era ancora il più forte calciatore del mondo. E se avesse vinto quel mondiale avrebbe vinto anche il pallone d’oro. Nella finale contro gli azzurri aveva giocato divinamente. Provocato da Marco Materazzi, gli rifilò una testata poco prima della fine dei tempi supplementari. Espulso, non poté tirare i rigori. Lui che sapeva calciarli bene.

L’impresa di Dortmund

In semifinale gli azzurri avevano compiuto l’impresa a Dortmund contro i padroni di casa della Germania. Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari ai supplementari proprio Fabio Grosso e poi un epico Alex Del Piero ci avevano trascinato in finale. Nonostante lo scetticismo che aveva accompagnato la spedizione. Che non doveva nemmeno partire.

Grosso e l’ultimo tiro

Fu Fabio Grosso a tirare il rigore decisivo. La Francia aveva colpito una traversa, noi li avevamo messi tutti a segno. Il terzino guardò a destra e a sinistra ma si vide dalla sua faccia che l’avrebbe messa dentro. Fu l’apoteosi. Il quarto titolo mondiale conquistato dopo il biennio “fascista” 1934-38 e il mundial spagnolo del 1982. Un successo su cui nessuno avrebbe puntato un euro.

Prodi non seppe sfruttare l’onda

Quel successo poteva far crescere, secondo tutti gli analisti, il nostro Pil di almeno un punto. Ma Romano Prodi, che era tornato a Palazzo Chigi, non seppe sfruttare per niente quell’onda. L’immagine dell’Italia nel mondo non fu valorizzata adeguatamente. Marcello Lippi si dimise da vincente. Il cielo era davvero azzurro sopra Berlino.

 

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