Vertice Nato di Ankara: tanti falchi e poche colombe nei cieli dell’Europa

Ieri si è concluso il Vertice NATO di Ankara, riteniamo possa essere utile pubblicare la Dichiarazione conclusiva e qualche inevitabile commento sui contenuti.
«Noi, Capi di Stato e di Governo dell’Alleanza Atlantica, ci siamo riuniti ad Ankara per riaffermare il nostro incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico. Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa.
Per contrastare la minaccia a lungo termine che la Russia rappresenta per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica e la persistente minaccia del terrorismo, gli Alleati stanno rispettando l’impegno di difesa assunto all’Aia. Nel 2025, gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato i loro investimenti nei requisiti fondamentali di difesa di oltre 139 miliardi di dollari. I nostri investimenti ci stanno fornendo le capacità di cui abbiamo bisogno, rafforzando al contempo la nostra base industriale e la nostra resilienza.
Oggi ad Ankara annunciamo nuovi appalti per oltre 50 miliardi di dollari e ci impegniamo ad ampliare la capacità produttiva collettiva e a collaborare con l’industria per accelerare l’innovazione. Continueremo a lavorare per eliminare le barriere commerciali nel settore della difesa tra gli Alleati e a sfruttare le partnership della NATO per massimizzare la profondità industriale e la cooperazione nel settore della difesa.
Stiamo costruendo il futuro: un’Europa più forte in una NATO più forte – un’Alleanza modernizzata. Gli Alleati europei e il Canada, in collaborazione con gli Stati Uniti, si stanno assumendo maggiori responsabilità per la difesa dell’Alleanza. La deterrenza e la difesa della NATO si basano su un mix appropriato di capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica, integrate da risorse spaziali e cibernetiche. Ci impegniamo a mantenere il nostro vantaggio in combattimento. Stiamo investendo nella nostra capacità di schierare, potenziare e sostenere le nostre forze armate e di raggiungere i nostri obiettivi in tutti i domini, compresi gli attacchi di precisione in profondità, la difesa aerea e missilistica integrata, i sistemi senza equipaggio, le tecnologie all’avanguardia e le capacità di intelligence. Stiamo sviluppando una rete transatlantica interoperabile per le operazioni belliche e adottando potenti modelli di intelligenza artificiale.
L’Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Gli Alleati europei e il Canada finanziano attualmente la stragrande maggioranza dell’assistenza alla sicurezza dell’Ucraina attraverso mezzi bilaterali e multilaterali. Gli Alleati sottolineano che tale sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile a lungo termine. Per il 2026, gli Alleati si impegnano a fornire all’Ucraina 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento e riaffermano il loro impegno sovrano a mantenere almeno livelli equivalenti nel 2027. A tal fine, accogliamo con favore la decisione dell’Unione europea di fornire finanziamenti pluriennali all’Ucraina attraverso il prestito di sostegno all’Ucraina.
L’Alleanza continua a rispondere e adattarsi alla competizione strategica, all’instabilità diffusa, alle minacce ibride e agli shock ricorrenti che caratterizzano il nostro più ampio contesto di sicurezza. Gli Alleati ribadiscono che l’Iran non deve mai possedere un’arma nucleare e invitano l’Iran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Esprimiamo il nostro apprezzamento per la generosa ospitalità offertaci dalla Turchia. Attendiamo con impazienza il nostro prossimo incontro».
Questo il testo integrale - tradotto in italiano - che stigmatizza con assoluta chiarezza la visione che emerge da questo convegno, dominato forse un po’ troppo esageratamente dalla scelta imposta dall’amministrazione americana, tutta centrata sulle armi, sulla produzione senza fine delle armi, sul riempimento degli arsenali senza alcun limite e, tutto questo, avverrà e sarà incrementato nel prossimo futuro, raschiando metaforicamente i fondi dei barili che contengono i PIL incuranti del fatto che, storicamente, presentano enormi differenze tra i singoli Paesi dell’Alleanza Atlantica. Nessun richiamo o appello è stato fatto per l’incremento della via diplomatica che, anzi, appare essere pericolosamente marginalizzata. La guerra, la via delle armi e, consequenzialmente, della loro produzione non trovano nessun limite da parte dei Paesi convenuti ad Ankara, eccezion fatta per la Spagna di Sanchez. L’appiattimento sul pensiero unico trumpiano, l’incapacità di manifestare un pensiero unitario, che possa esprimere e servire a controbilanciare la visione bellicistica a stelle e strisce non se ne traccia.
I media occidentali, quasi unanimemente, sembrano non essere consapevoli che diffondere un’unica verità, riassumere e comprimere la complessità geopolitica del momento attuale, riducendola ad inevitabile contrapposizione tra le parti senza il ricorso alle armi, dal nostro punto di vista, comporta una distorsione grave della realtà e costituisce un elemento di altissimo rischio. Non possiamo tralasciare di ricordare che le dottrine militari sono incentrate sullo scontro diretto e con armi convenzionali fin dove sarà possibile evitare il ricorso agli strumenti micidiali che convenzionali non sono. Nessuna parte esclude, quindi, il ricorso alle armi nucleari!
Non è accettabile che su scala planetaria ci sia solo la voce solitaria di Leone XIV che si schiera nettamente contro la risoluzione delle controversie con la guerra.
Facciamo, quindi, molta fatica a comprendere le posizioni della NATO, cristallizzate nel bozzolo di calcestruzzo racchiuse nel comunicato stampa ufficiale diffuso ieri sera; naturalmente, condivise da tutti gli Stati membri e che non sembrano conferire alcuna importanza alla ricerca di vie negoziali, alle trattative diplomatiche e, piuttosto, affermano quale unica soluzione possibile quella della guerra, riportandoci in un mondo che pensavamo non esistesse più, agli anni cupi e plumbei della “Guerra Fredda”, riportandoci in una dimensione dimenticata come se il muro di Berlino non fosse stato mai abbattuto.
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