Il mistero del granchio chiuso nella bottiglia

08 Luglio 2026 - 08:39
0
Il mistero del granchio chiuso nella bottiglia
Le ricerche su larga scala sugli effetti dell'inquinamento da plastica negli oceani si stanno moltiplicando negli ultimi anni, ma a volte sono le piccole storie a nascondere i segreti più interessanti. È quello che è successo a due ricercatori giapponesi dell'università di Hiroshima che, durante un'esplorazione di routine delle acque di Okinawa, si sono imbattuti in un granchio intrappolato in una bottiglia di plastica. Il mistero? L'apertura dell'oggetto era più stretta delle dimensioni del crostaceo. La soluzione è in uno studio pubblicato su Ecosphere, che mette in guardia contro gli effetti meno evidenti ma altrettanto devastanti dell'inquinamento da plastica.. Come ci è entrato? L'incontro con il granchio intrappolato è avvenuto nel 2022 a 500 metri dalla costa di Sesoko Island, nella prefettura di Okinawa. Hajime Sato, primo firmatario dello studio e al tempo studente di dottorato sotto il professor Yoichi Sakai, stava compiendo una ricognizione insieme al suo docente per verificare lo stato di salute dei giovani di alcune specie di pesci. Durante l'esplorazione, i due si sono imbattuti in una bottiglia di vino fatta di polietilene ad alta densità, dentro la quale nuotava un granchio della specie Portunus sanguinolentus.. L'aspetto più curioso di un quadretto già strano di suo era che la bottiglia aveva un'apertura di 24 mm, mentre il granchio era lungo 40, largo 88 e pesante 42 grammi. Insomma, era impossibile che il crostaceo fosse entrato nella bottiglia da poco, viste le sue dimensioni: i due studiosi hanno quindi compiuto una serie di analisi, tra cui quella del DNA dello stomaco, per capire come avesse fatto il granchio a rimanere intrappolato in una prigione impossibile da evadere.. La parabola del granchio dentro la bottiglia Le analisi hanno rivelato che lo stomaco del granchio conteneva resti di avannotti di Canthidermis maculata e di Abudefduf vaigiensis, due pesci che sono stati osservati nuotare nei pressi della bottiglia. In più, dentro l'oggetto si erano formate delle alghe, e la superficie esterna era coperta di cirripedi, il cui tasso di crescita ha permesso di calcolare i tempi di "galleggiamento" della bottiglia. Incrociando tutti questi dai, i due ricercatori hanno concluso che il granchio era entrato nella bottiglia quando era ancora giovane e di piccole dimensioni, ed era cresciuto nel corso dei mesi mangiando pesci e alghe, fino a diventare troppo grosso per evadere.. Può quasi sembrare una parabola sui rischi dell'ingordigia, ma la realtà è che è un esempio di come l'inquinamento da plastica possa fare danni quasi invisibili ma devastanti per gli animali che li subiscono. Non tutti quelli che rimangono intrappolati in bottiglie o altri oggetti di plastica hanno la forza per sopravvivere due mesi alla deriva, e la fortuna di venire salvati da due esseri umani..

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User