Villa San Teodoro, la rinascita: nuovo polo sociale per l’accoglienza e l’autonomia

20 Luglio 2026 - 19:10
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Villa San Teodoro, la rinascita: nuovo polo sociale per l’accoglienza e l’autonomia
villa san teodoro lodi salis
Genova. È stata inaugurata questa mattina Villa San Teodoro, lo storico immobile di via Dino Col 13, a Sampierdarena, oggetto di un importante intervento di riqualificazione finanziato con oltre 1,4 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed un ulteriore investimento di un milione di euro stanziato con fondi comunali.
A lungo inutilizzata, la struttura torna così a rappresentare una risorsa per Sampierdarena e per l’intera città, rinascendo come nuova stazione di posta e come presidio di comunità. L’obiettivo è offrire non soltanto risposte ai bisogni immediati delle persone senza dimora e in condizioni di fragilità, ma anche opportunità concrete di crescita, partecipazione e inclusione sociale. Villa San Teodoro si configura infatti come uno spazio diurno aperto alla città, nel quale accoglienza, ascolto, orientamento, accompagnamento educativo e relazioni di comunità si integrano per sostenere percorsi personalizzati verso l’autonomia.
«La marginalità non può essere una condizione che le istituzioni si limitano ad amministrare o contenere: il nostro compito è creare, insieme alle persone, le condizioni affinché chi è in difficoltà possa uscirne, rispettando i tempi e costruendo percorsi adatti alle diverse fragilità – ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis -. Villa San Teodoro nasce da questa impostazione: la casa come punto di partenza, affiancata dall’ascolto, dall’accesso ai servizi e da un accompagnamento educativo nella vita quotidiana. Qui le persone troveranno accoglienza, ma anche strumenti per recuperare autonomia, relazioni e stabilità. Allo stesso tempo, restituiamo alla città un immobile rimasto a lungo inutilizzato, trasformandolo in un presidio aperto anche al quartiere. Le attività condivise con scuole, associazioni e realtà territoriali sono una parte essenziale del progetto, perché l’inclusione si costruisce dentro la comunità e attraverso le relazioni. È questo il modello che vogliamo portare avanti nelle politiche di contrasto alla grave marginalità: partire dalla persona, dalla sua storia e dalle possibilità che può ancora costruire».
La centralità del recupero strutturale e della gestione tecnica è stata sottolineata dall’assessore a Manutenzioni, Lavori pubblici, Gestione e attuazione del Pnrr, Massimo Ferrante: «L’inaugurazione di oggi restituisce alla delegazione di Sampierdarena un immobile totalmente sicuro dal punto di vista statico e sismico, sanando una ferita urbana che durava da anni. Attraverso questo cantiere complesso, finanziato dal PNRR e dal Comune di Genova, abbiamo dimostrato l’efficienza della direzione Lavori Pubblici nel rispettare scadenze serrate senza rinunciare alla qualità degli interventi. Non ci siamo limitati a ristrutturare, ma abbiamo rifunzionalizzato gli spazi per renderli accessibili e moderni, trasformando un potenziale fattore di degrado in una risorsa strutturale sicura e duratura per l’intera città».
L’alto valore sociale e l’impatto sul sistema dei servizi assistenziali sono stati invece rimarcati dall’assessora comunale al Welfare, Cristina Lodi: «Con Villa San Teodoro attiviamo una risposta di welfare innovativa, che supera la vecchia logica dell’assistenzialismo o del semplice dormitorio temporaneo. Questo spazio integrerà i servizi diurni della stazione di posta con veri e propri percorsi di autonomia e stabilità per i nuclei familiari in difficoltà, applicando i principi dell’Housing First. Lavorando in stretta sinergia con il Terzo Settore e le reti sanitarie, offriamo alle persone più fragili non solo un tetto protetto, ma gli strumenti reali e la dignità necessari per ricostruire la propria indipendenza. Anche questa iniziativa si sviluppa nella logica di un welfare esteso ed aperto a tutte le realtà del territorio».
Le attività ospitate comprendono orientamento, assessment e case management, interventi di accoglienza condivisa, laboratori e iniziative sociali aperte anche al territorio. Il modello adottato segue una logica di welfare di comunità, con l’obiettivo di mettere in relazione le persone accolte con le risorse disponibili, le associazioni, le scuole e le altre realtà attive nel quartiere.
Villa San Teodoro ospita inoltre percorsi di Housing First e Housing Led, nei quali gli spazi di coabitazione rappresentano un importante strumento educativo. Gli appartamenti condivisi non costituiscono soltanto una risposta al bisogno abitativo, ma diventano luoghi in cui sperimentare autonomia, responsabilizzazione e convivenza, con il supporto di operatori ed educatori. Attraverso l’accompagnamento nella gestione della casa, delle relazioni, delle risorse economiche e della vita quotidiana, le persone vengono sostenute nella costruzione di un progetto di vita stabile e nell’acquisizione delle competenze necessarie al pieno reinserimento nella comunità.
Il progetto si inserisce in una più ampia strategia cittadina di contrasto alla grave marginalità, che punta a coniugare accoglienza, inclusione sociale, partecipazione e rigenerazione urbana, valorizzando il ruolo attivo della comunità locale e delle reti territoriali.
Il nuovo polo si articola in un centro diurno, già operativo, e in un servizio di cohousing, attualmente in fase di preparazione. L’obiettivo è integrare l’accoglienza immediata con interventi di orientamento, accompagnamento e sostegno all’autonomia, attraverso percorsi costruiti in relazione ai bisogni delle singole persone.
Attività diurne di accoglienza
Il centro diurno offre un servizio ad accesso libero, mettendo a disposizione uno spazio protetto e non giudicante dedicato al primo ascolto e all’accoglienza. Attraverso un colloquio iniziale viene effettuata una valutazione preliminare dei bisogni, che prende in considerazione la situazione abitativa, le condizioni di salute, la situazione lavorativa e la disponibilità dei documenti. Gli operatori forniscono quindi orientamento e accompagnamento concreto nell’accesso ai servizi presenti sul territorio, dalle mense ai dormitori fino agli uffici pubblici, supportando le persone nella gestione degli appuntamenti e delle pratiche. Nei casi più complessi, insieme alla persona interessata e ai servizi sociali viene elaborato un progetto personalizzato di case management.
L’ accoglienza notturna
All’interno della struttura sono presenti sei appartamenti dedicati ai percorsi educativi di Housing First, che accompagnano le persone nella costruzione di un progetto di autonomia abitativa e sociale, riconoscendo nella casa il punto di partenza per il reinserimento e non un traguardo finale. Attraverso interventi educativi personalizzati, il supporto nella gestione della quotidianità e l’accompagnamento nelle relazioni, vengono promosse competenze, responsabilizzazione e inclusione nella comunità. Attualmente sono già ospitate sette persone. È inoltre previsto un alloggio in coabitazione, nel quale gli ospiti potranno sperimentare autonomia, responsabilità e relazioni positive con il supporto costante di educatori e operatori sociali. Attraverso l’accompagnamento nella gestione della casa e della vita quotidiana, la coabitazione diventa uno strumento concreto di inclusione sociale e di preparazione a una piena autonomia abitativa. L’alloggio ha una capienza di sei persone e i primi ingressi sono previsti a breve.
Presidio di comunità
Il progetto prevede inoltre laboratori e iniziative formative, culturali e ludiche pensate per contrastare la solitudine e l’isolamento delle persone coinvolte. Tra le attività figurano l’orto sociale, il «pranzo in villa», percorsi di educazione digitale, cantoterapia e atelier espressivi.
Le attività di gruppo saranno accompagnate dalla costruzione di una rete stabile di collaborazioni con le istituzioni, le scuole della zona, le associazioni di volontariato e i gruppi sportivi. L’obiettivo è creare occasioni di incontro e dialogo, valorizzando le risorse già presenti nel quartiere. La collaborazione con il territorio rappresenta infatti una condizione essenziale per sostenere percorsi di inclusione efficaci, prevenire l’isolamento e la conflittualità e favorire una maggiore partecipazione alla vita della comunità.

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