Vivere la natura attraverso nuove forme di percezione, a Monsummano Terme

La materia geologica prende forma in tempi troppo lunghi per i nostri sensi, le cariche elettriche attraversano l’atmosfera senza mostrarsi e il vento rimodella continuamente l’ambiente che ci circonda. Rendere percepibili questi processi nascosti, traducendoli in luce, suono, movimento ed esperienze tattili, è la sfida al centro di Rendering the Invisible, progetto artistico e scientifico che il 17 ottobre saluterà la propria mostra indoor a Monsummano Terme.
L’appuntamento è alle ore 18 al MAC’N – Museo di Arte contemporanea e del Novecento, negli spazi di Villa Renatico Martini in via Gragnano 349. L’evento concluderà Nature: An Interface, mentre il percorso di sculture installato nel parco resterà visitabile anche successivamente.
Rendering the Invisible rappresenta la prima mostra istituzionale italiana di SPLACES.STUDIO, realtà internazionale di arte e scienza diretta da Ekaterina Chistiakova, con Andy Shibanov come artista principale. Curato da Khristina Ots, il progetto attraversa arte pubblica, ricerca scientifica e nuove tecnologie attraverso dieci installazioni dedicate ai processi naturali, ai dati ambientali e alle forme di percezione che superano la prospettiva esclusivamente umana.
Le opere non propongono la natura come un paesaggio passivo da osservare, ma come una rete attiva di relazioni, plasmata da segnali, ritmi, forze e capacità d’azione non umane. I sistemi artistici reattivi trasformano così fenomeni normalmente estranei alla scala della visione e dell’attenzione umane in esperienze accessibili al pubblico.
All’interno del museo, le installazioni esplorano sistemi naturali nascosti che spaziano dalle radici delle piante fino alla comunicazione dei pesci debolmente elettrici. Nel parco, invece, cinque sculture formano un itinerario attraverso vento, luce, presenza umana, memoria geologica e altri segnali ambientali.
Alcune opere reagiscono alla vicinanza e al contatto dei visitatori; altre cambiano seguendo il vento, la luminosità e le trasformazioni dell’atmosfera. Passo dopo passo, il parco smette dunque di apparire soltanto come uno scenario da contemplare e si presenta come un sistema vivente che ascolta, risponde e muta insieme a chi lo attraversa.
La serata conclusiva prevede una visita alle opere nel museo e nel parco insieme all’artista Andy Shibanov e alla curatrice Khristina Ots. Saranno presenti anche la direttrice di SPLACES.STUDIO Ekaterina Chistiakova e la direzione del MAC’N. Al termine del percorso, un aperitivo e un incontro informale offriranno al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con chi ha ideato e realizzato il progetto.
Il finissage chiuderà dunque soltanto una parte di Rendering the Invisible: le installazioni indoor lasceranno il museo, mentre le cinque sculture all’aperto continueranno a trasformare in esperienza sensibile i processi invisibili che attraversano il parco.
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