Zona VI, la comunità in campo contro l’azzardo

22 Settembre 2026 - 09:10
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Zona VI, la comunità in campo contro l’azzardo
L'allestimento dell'installazione alla MasseriaL'allestimento dell'installazione alla Masseria

La forza della comunità contro la pervasività dell’azzardo, il sostegno di un incontro a tu per tu contro la solitudine di chi si perde nelle infinite possibilità di “gioco”, sempre più online. Scommette su questo la campagna di incontri «Il gioco non vale l’azzardo» promossa dalla Caritas della Zona pastorale VI, insieme a tanti Comuni dell’hinterland milanese in prima linea contro la ludopatia, con il sostegno dell’Ats della Città Metropolitana, l’ente pubblico che affronta più direttamente il tema, avendo in carico i giocatori patologici.

Raddoppiate le “vittime”

I numeri del fenomeno, certamente, chiamano a impegnarsi. Calano leggermente quelli del gioco “in presenza”, come le slot machines, ma dagli anni del Covid si sono moltiplicate le occasioni di gioco online. Il conto complessivo delle perdite per chi gioca, calcolato da Caritas nel rapporto «Azzardo ambrosiano» pubblicato lo scorso maggio, ha superato i 2 miliardi di euro sul territorio della Diocesi nel 2025, per oltre 15 miliardi di somme giocate. Numeri che purtroppo si rispecchiano nella sofferenza dei giocatori patologici: erano 1006 quelli presi in carico dall’Ats della Città Metropolitana nel 2024 (dati raccolti dall’Osservatorio “Data Room Nexus”), un numero doppio rispetto al 2021.

Don Massimo Mapelli

«È l’incontro diretto con le vittime, nei Centri di ascolto o negli sportelli che abbiamo aperto sul territorio (come quello antiusura del Comune di Corsico), che ci ha portato ad affrontare il tema», sottolinea dunque don Massimo Mapelli, responsabile della Caritas zonale. E anche la risposta delle istituzioni è fortunatamente sempre più ampia. Ma nell’incontro che le parrocchie di Corsico hanno voluto organizzare a inizio settembre in occasione della loro festa patronale, i rappresentanti di Ats hanno spiegato che, secondo le stime, solo un giocatore patologico su dieci arriva effettivamente a essere preso in carico. «Tutti noi dovremmo quindi avere il cruccio di non lasciare soli anche tutti gli altri che sul nostro territorio vivono questo dramma, così come i loro famigliari», rilancia don Mapelli. Per questo gli incontri promossi da Caritas e Ats vanno oltre l’analisi dei dati, e puntano piuttosto ad accrescere sempre più la consapevolezza di quanto l’azzardo possa incidere nella vita delle persone, anche quelle più vicine.

Il percorso

Il 24 settembre un convegno alla Libera Masseria di Cisliano sarà quindi l’occasione per presentare un percorso interattivo pensato per comprendere le dinamiche profonde che attraversa chi gioca. Chi lo proverà – entrando in una serie di stanze i cui messaggi e colori sono stati progettati insieme a psicologi specializzati sulla patologia dell’azzardo – sarà chiamato a sperimentare come esso porti a “perdere la faccia” di fronte anche alle persone più care, e sarà invitato quindi a togliersi pezzo per pezzo la maschera dell’azzardo. L’installazione è pensata per essere facilmente montata e smontata, in modo che possa essere portata facilmente nei luoghi di aggregazione giovanile, dai centri sportivi agli oratori, alle scuole, ma anche, per esempio, proposta proprio in momenti comunitari come le feste patronali e dei paesi.

Dare voce a chi non ha voce

Anche il convegno del 24 sarà dunque un richiamo alla necessità di un’attenzione corale sul tema: «Oltre a provare a stare vicino alle vittime creando per loro percorsi di uscita, il nostro compito è anche quello di dare voce a chi non ha voce, e quindi di porre il problema su tutti i tavoli», rimarca don Mapelli.

Tra chi interverrà anche Luciano Gualzetti, presidente della Fondazione San Bernardino, la onlus (che fa capo alla Diocesi di Milano) che da oltre vent’anni opera a sostegno delle situazioni di sovraindebitamento e per prevenire il ricorso all’usura. «Da subito abbiamo rilevato che l’azzardo non è solo una causa dell’impoverimento, ma anche un suo effetto, perché molti finiscono per cercare di risolvere i propri problemi economici tentando la fortuna», nota Gualzetti, che ricorda, dunque, come oltre agli interventi sul piano economico anche la Fondazione sia impegnata per agire sul piano culturale, e legislativo, sulle situazioni di sovraindebitamento.

Un incontro alla Masseria

Nei luoghi della vita quotidiana

Don Mapelli insiste sulla necessità di porre il tema nei luoghi di vita comune. A partire dalle tante occasioni che già ci sono nella comunità cristiana, dal catechismo al corso fidanzati: «Ci rendiamo conto che quando ne parliamo in questo modo c’è chi, anche pubblicamente, trova il coraggio di parlare di un dramma che sta vivendo nella propria famiglia». Su questa linea, il Decanato di Cesano Boscone, già in occasione delle messe domenicali, proporrà un questionario (messo a disposizione dalla Caritas nella campagna “Vince chi smette”) per interpellare tutti sul tema dell’azzardo. Con l’intenzione, appunto, di arrivare sempre più vicini alla vita delle persone.

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