Acqua ricchezza da non dilapidare, bene comune della specie umana

02 Ottobre 2026 - 21:30
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Acqua ricchezza da non dilapidare, bene comune della specie umana

Sono più di 180 milioni le donne e gli uomini che soffrono per la scarsità di acqua nell’area mediterranea. Un numero che fa paura, soprattutto perché la richiesta di risorse idriche è destinata ad aumentare nei prossimi anni, anche (e soprattutto) a causa di stravolgimenti climatici che stanno portando ad un riscaldamento globale e a periodi siccitosi sempre più lunghi, non soltanto nel Nord Africa ma anche nei paesi europei che lambiscono il Mediterraneo. Un problema, gigantesco, anche italiano: le cronache dei maggiori fiumi della penisola in secca o con portata assai ridotta hanno costellato le pagine dei quotidiani e i servizi dei telegiornali in questa lunghissima estate caratterizzata da temperature ben oltre la norma, senza precipitazioni per settimane e settimane. A Roma, nella Nuvola di Fuksas, il Forum Euromediterraneo sull’Acqua ha cercato di dare alcune risposte a una realtà che di fatto è possibile definire già come emergenziale. Oltre 5mila iscritti, 700 relatori, più di 100 incontri tra panel e workshop per discutere di come il Mediterraneo possa diventare una importante macroarea di resilienza idrica.

Gli investimenti nel settore dell’acqua sono in crescita e nel 2024 hanno raggiunto quasi 50 miliardi di dollari, ma il fabbisogno resta enorme ed è destinato ad aumentare nei prossimi anni. “Per trasformare queste esigenze in investimenti concreti è necessario mobilitare nuovi capitali, rafforzare i partenariati e rendere finanziabili un numero crescente di progetti”, ha spiegato il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, in uno dei convegni della kermesse.

“L’ambizione è costruire un approccio mediterraneo agli investimenti - ha aggiunto Gorno Tempini -, capace di offrire per ogni progetto lo strumento finanziario, le competenze tecniche e la condivisione dei rischi più adeguati. L’acqua è una questione centrale per il futuro del Mediterraneo”. Con quasi due terzi della popolazione mondiale che si troverà ad affrontare condizioni di stress idrico, difendere oggi l’acqua significa lavorare per obiettivi, strategie e iniziative con cittadini, governi, amministrazioni locali, mondo della scienza e innovazione tecnologica. Non per caso, alla Nuvola hanno fatto bella mostra di sé androidi di ultima generazione, cani robot, droni, e altre produzioni hi-tech di un’ingegneristica che guarda al futuro. Quella che poteva apparire fantascienza nei film di venti-trenta anni fa, oggi è realtà. Si può stringere la zampa a un cane robot dell’Autorità di bacino distrettuale dell’appennino centrale realizzato per importanti rilevazioni ‘sul campo’. Perché prevenire è meglio che curare. Una frase risaputa, certo, ma che dà il senso dell’incontro di più di quaranta paesi coinvolti nell’appuntamento romano per discutere e affrontare i sempre più pressanti problemi legati alla risorsa idrica. 

Sono passati appena sedici anni dalla storica risoluzione 64/292 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il 28 luglio del 2010 al Palazzo di Vetro è stato riconosciuto formalmente l’accesso all’acqua potabile sicura e pulita e ai servizi igienico-sanitari come un diritto umano universale ed essenziale. Un obiettivo da raggiungere anche attraverso la cooperazione tra i diversi paesi, che invece sono troppo spesso in lotta fra di loro per accaparrarsi la risorsa idrica. “L’acqua deve essere uno strumento di pace e stabilità geopolitica piuttosto che una causa di conflitto”, ammonisce l’Onu con il suo relatore speciale sul diritto all’acqua Pedro Arrojo-Agudo. Nel mondo una persona su 4, circa 2,1 miliardi di donne, uomini, bambini non ha accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro, 3,4 miliardi di persone non dispongono di servizi igienici sicuri, e 1,7 miliardi non hanno servizi igienici di base a casa.

Per Arrojo, professore emerito di Analisi economica all’Università di Saragozza e vincitore nel 2003 del Goldman environmental prize (il “Nobel per l’ambiente”), “il valore dell’acqua non è il suo prezzo e bisogna stare molto attenti a non cadere in questa errata interpretazione”. L’acqua ha un valore enorme e complesso per le nostre famiglie, il cibo, la cultura, la salute, l’istruzione, l’economia e l’integrità del nostro ambiente naturale. Se trascuriamo qualcuno di questi aspetti, rischiamo di gestire male questa risorsa insostituibile. L’obiettivo di sviluppo sostenibile è garantire acqua e servizi igienico-sanitari a tutti. “Ora più che mai è tempo di reagire e unire le forze: in questi ultimi anni i difensori del diritto all’acqua di tutto il mondo hanno avuto un ruolo centrale per monitorare casi di ingiustizia sociale, accaparramento delle risorse idriche o violazioni dei diritti delle comunità più fragili, tra cui quelle indigene”. Dalla martoriata Striscia di Gaza, dove oltre l’85% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie è stato danneggiato o distrutto, arriva la voce di Hadeel Faidi, responsabile dei progetti di pianificazione idrica presso la Palestinian Water Authority, per denunciare che “l’acqua non dovrebbe mai essere usata come arma durante un’aggressione. L’acqua deve rimanere una fonte di vita, dignità e pace”.

La splendida Nuvola di Fuksas ha fatto da cornice al primo di una serie di appuntamenti che avranno al centro la risorsa idrica, per affrontare un futuro che anche climaticamente fa sempre più paura.

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