Addio Campo largo, ora la sinistra cerca un nuovo nome. Calenda ironizza: «Che bel concorso…»

Querce e ulivi, rifondazioni, asinelli, unioni e perfino gioiose macchine da guerra. Di nomi e soprannomi è costellata la storia dei partiti di sinistra e delle loro alleanze nel corso dei decenni. Facendo archeologia, non a caso si parlò di “la Cosa rossa” nel passaggio tra il Partito comunista e il Partito democratico della sinistra, seguito alla svolta di Achille Occhetto. Poi venne l’era della Gad (acronimo di Grande Alleanza Democratica), della Fed (Federazione dell’Ulivo), di Unione, Italia bene comune. Anche Campo largo non va più bene, Elly Schlein ha dichiarato giorni fa di preferire la dizione “I progressisti”. Poi è arrivato Giuseppe Conte con l’ultima proposta: “Alleanza per la Costituzione e la democrazia”. Piacerà? Quanto durerà?
La “genialata” di Conte che inventa l’Alleanza per la Costituzione
Grande entusiasmo non ha suscitato. Il nome proposto da Conte “è un po’ troppo lungo e con un acronimo impronunciabile: Acd – è intervenuto Angelo Bonelli di Avs -. Io propongo Alleanza per la pace e per il lavoro. O meglio, Alleanza per la pace e l’ambiente: Apa. Ma, ovviamente, il nome della coalizione non è un problema. E’ una questione di cui ora possiamo discutere anche con un po’ di leggerezza. Il punto vero resta il programma che ci stiamo impegnando a scrivere”.
Sigle, simboli e psicodrammi del centrosinistra
E’ una battuta? Quale programma? L’uso del termine Costituzione è l’ultima spiaggia, la prova provata che un perimetro programmatico non c’è. Nessuno l’ha visto arrivare. Su tasse, patrimoniale, politica estera, “gambe” centriste e leadership vedete un programma, un progetto, un’idea comune? No. In compenso c’è il proliferare dei nomi. Quelli nel centrosinistra non sono mai mancati. Conte non è stato originale – fa notare Filippo Ceccarelli, editorialista di Repubblica e notista politico di lungo corso. “Il primo a lanciare l’alleanza nel tumulto della cronaca fu Bersani, nell’estate 2010, con l’obiettivo di far fronte comune e liberarsi una buona volta da Berlusconi”. “Solo a Rosy Bindi piacque l’idea; il mese dopo ci arrivò Fioroni; l’anno dopo Salvi; ma nel 2012 – e qui già cadono le braccia – per conto del centrodestra berlusconiano Margherita Boniver fece sua l’intenzione di una identica “Alleanza per la Costituzione” per battere tutti insieme la crisi economica”.
Centrosinistra, dietro la Costituzione il nulla
Insomma, Conte ha pensato di fare una “genialata”, ma si tratta di un usato non si sa quanto sicuro: “Nel 2013 il medesimo appellativo ritorna per bocca di Fassina, nel congresso di Sinistra Italiana e qualche mese dopo, ma anche qui con diverso intendimento, da parte di un gruppo di intellettuali ed esponenti della sinistra (Rodotà, Zagrebelsky, don Ciotti, Landini e Sandra Bonsanti) che si opponevano al flebile e vago progetto di riforme costituzionali ventilato dai cosiddetti “saggi””, ricostruisce l’editorialista.
Calenda fa l’ironico: “Bello questo concorso, posso partecipare?”
Dunque, senza un programma, senza una leadership riconosciuta arriva la nuova denominazione, l’ “Alleanza per la Costituzione e la democrazia. Carlo Calenda non ha perso l’occasione per ironizzare: “Bello questo concorso – ha scritto il segretario di Azione – Posso partecipare? Propongo Alleanza Populisti Antioccidentali, è più corrispondente al vero”. Sul nuovo nome proposto da Conte è arrivato il non entusiastico “vediamo” di una forza centrista, quella di Alessandro Onorato col suo Progetto civico: “Un’alleanza per la Costituzione è un’ottima proposta per unire tutta la nostra coalizione”, ha detto. Ma poi ha specificato: “Come sono sicuro ce ne saranno tante altre”…
(Foto Ansa, Fabio Frustaci, data 03/set/2025)
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