Ai Mondiali 2026 il calcio entrerà definitivamente nell’era dell’intelligenza artificiale

Maggio 20, 2026 - 14:05
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Ai Mondiali 2026 il calcio entrerà definitivamente nell’era dell’intelligenza artificiale

Per molto tempo il calcio ha guardato la tecnologia con sospetto. Altri sport avevano già accettato replay, sensori, tracking avanzato, analytics in tempo reale; il calcio invece continuava a proteggere una certa idea romantica di sé stesso, fondata sull’errore umano, sull’interpretazione, persino sulla polemica. Poi qualcosa è cambiato. Prima la goal-line technology, poi il Var, poi il fuorigioco semi-automatico, sempre con un livello di complessità crescente. Ai Mondiali del 2026 arriverà un altro salto di scala: l’intelligenza artificiale entrerà definitivamente in partita, dentro il modo in cui i match vengono analizzati, arbitrati e raccontati, quindi percepiti dallo spettatore.

Fifa AI Pro è la piattaforma sviluppata da Lenovo insieme alla Fifa in vista della Coppa del Mondo che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico. Perché dietro il nome da software enterprise c’è un’idea molto più ambiziosa: trasformare il calcio in un ecosistema leggibile in tempo reale, nel pieno flusso di uno sport che non ha grandi pause. Non vale solo per gli arbitri, ma anche per allenatori, analisti, broadcaster e spettatori.

Il Mondiale 2026 sarà già di per sé un evento gigantesco: quarantotto nazionali, centoquattro partite, sedici città distribuite in tre Paesi, miliardi di spettatori collegati. Una macchina logistica enorme, forse la più complessa mai costruita nello sport contemporaneo. E proprio per questo la Fifa ha deciso di trattarla come un banco di prova tecnologico globale. E sarà il primo grande torneo “nativo AI”. Fifa AI Pro è il cuore di questo sistema. In concreto, si tratta di un assistente artificiale basato su modelli generativi allenati su centinaia di milioni di dati calcistici raccolti dalla Fifa. La piattaforma è in grado di elaborare oltre duemila metriche diverse: pressing, occupazione degli spazi, linee di passaggio, transizioni, intensità delle corse, movimenti senza palla, tendenze tattiche degli avversari. Tutto viene tradotto in linguaggio accessibile attraverso grafici, clip video, simulazioni tridimensionali e report automatici.

L’aspetto più interessante, però, è forse un altro: questi strumenti saranno disponibili per tutte le nazionali del torneo. Non solo per Francia, Brasile o Germania, ma anche per federazioni molto più piccole, con risorse infinitamente inferiori – vengono in mente Haiti, Capo Verde, Curaçao, Panama. È una forma di democratizzazione dei dati, con nazionali emergenti che potranno accedere a un livello di analisi fino a poco tempo fa disponibile quasi esclusivamente ai top club europei.

È un cambio di paradigma. Per anni il vantaggio competitivo delle grandi squadre è passato anche attraverso la superiorità infrastrutturale: dipartimenti analytics, match analyst, database proprietari, scouting automatizzato. Oggi l’intelligenza artificiale promette di ridurre almeno in parte quella distanza.

In questo senso, Fifa AI Pro somiglia meno a un semplice software e più a una specie di laboratorio tattico permanente. Gli staff tecnici potranno confrontare pattern di gioco e simulare comportamenti degli avversari, isolando situazioni specifiche attraverso avatar tridimensionali dei calciatori.

Poi c’è tutta la parte che il pubblico noterà di più, cioè quella legata all’esperienza visiva e arbitrale. I Mondiali 2026 introdurranno infatti una nuova evoluzione del fuorigioco semi-automatico. Ogni giocatore verrà sottoposto a una scansione 3D ad altissima precisione durante il media day delle nazionali: bastano pochi secondi e decine di telecamere ad altissima risoluzione per creare un avatar digitale molto realistico, accurato fino al dettaglio anatomico.

Finora le ricostruzioni del Var usavano avatar grigi e anonimi, figure neutre tutte uguali. Il nuovo sistema invece riproduce realmente la morfologia dei singoli giocatori, con altezza, postura, proporzioni corporee, e persino la reale superficie della testa al di sotto dei capelli. L’obiettivo dichiarato è aumentare la credibilità delle decisioni arbitrali per il pubblico a casa. «Non c’era solo da risolvere un problema tecnico, ma percettivo», ha spiegato Valerio Rizzo, AI Senior Manager di Lenovo. «I sistemi precedenti utilizzavano modelli uguali per tutti. Il nuovo approccio prova invece a restituire la morfologia reale di ciascun calciatore».

Lenovo

Ed è qui che il discorso diventa interessante anche da un punto di vista culturale. Perché nel calcio contemporaneo non basta che una decisione sia corretta: deve anche risultare comprensibile. Il problema del Var, in questi anni, non è mai stato soltanto tecnologico; spesso è stato percettivo. La sensazione di artificialità, di distanza tra ciò che il pubblico vedeva e ciò che il sistema decideva. Gli avatar 3D nascono proprio per colmare questa frattura: rendere il calcio tecnologico senza renderlo disumano. «Volevamo trovare una tecnologia per minimizzare l’intervento umano e dare una visualizzazione chiara in modo da permettere una maggiore comprensione», ha spiegato Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitri Fifa, in un incontro con la stampa a Milano, nello Spazio Lenovo.

Anche la Referee Cam, già vista in forma sperimentale al Mondiale per Club, entrerà in una nuova fase. Le immagini riprese dalla prospettiva dell’arbitro verranno stabilizzate in tempo reale attraverso l’intelligenza artificiale, offrendo una visuale molto più immersiva e leggibile. Non è difficile immaginare quanto questo possa cambiare il racconto televisivo delle partite: il calcio, lentamente, sta diventando sempre più simile a un’esperienza di realtà aumentata.

E poi c’è la parte invisibile dell’Intelligent Command Center sviluppato da Fifa e Lenovo. Durante tutto il torneo monitorerà in tempo reale flussi di pubblico, sicurezza, broadcaster, trasporti, accessi agli stadi e gestione delle emergenze attraverso modelli digitali delle infrastrutture. Una specie di gigantesco cervello operativo distribuito su tre Paesi e sedici città. In pratica, i Mondiali 2026 non saranno soltanto il torneo di calcio più grande di sempre, ma anche uno degli eventi live più complessi mai gestiti attraverso sistemi di intelligenza artificiale.

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