Alemanno esce dal carcere e lancia l’allarme: «Droga in cella e sovraffollamento fuori controllo»

«Mi sento cambiato». Sono tra le prime parole pronunciate da Gianni Alemanno all’uscita dal carcere di Rebibbia. Un anno e mezzo trascorso dietro le sbarre che, racconta, gli ha permesso di conoscere una realtà diversa da quella immaginata dall’esterno. L’ex sindaco di Roma parla di un sistema in difficoltà, segnato da sovraffollamento, disagio sociale e carenze strutturali che rischiano di compromettere la funzione rieducativa della pena.
«Il carcere è una vergogna per la Repubblica»
Alemanno non usa mezzi termini nel descrivere quanto vissuto durante la detenzione. «Ho visto e conosciuto una realtà terribile», afferma, definendo il carcere «una vergogna per la Repubblica» perché, a suo giudizio, non offre sufficienti opportunità di recupero a chi vuole ricostruirsi una vita dopo aver sbagliato. Secondo l’ex ministro dell’Agricoltura governo Berlusconi, il problema del sovraffollamento dovrebbe diventare una priorità nazionale e superare le divisioni politiche. ‘«Io rifarei tutto perché sono innocente e non dovevo stare qua. Sono innocente rispetto ai fatti che mi sono stati contestati e il reato per cui sono qua è un reato che è stato abolito, traffico di influenze per abuso d’ufficio’».
L’appello a Nordio e al Parlamento
«La battaglia per il sovraffollamento? Non ha colore politico», sostiene Alemanno, chiedendo una risposta condivisa da tutte le forze parlamentari. L’ex sindaco annuncia l’intenzione di scrivere al ministro della Giustizia Carlo Nordio e di chiedere un incontro con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per affrontare la situazione delle carceri italiane. L’obiettivo, spiega, è favorire interventi che consentano di ridurre il numero dei detenuti e migliorare le condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari.
«Ho visto persone accedere alla droga senza difficoltà»
Tra i passaggi più duri delle sue dichiarazioni c’è il riferimento alla presenza di sostanze stupefacenti all’interno delle carceri. Alemanno racconta «Ci sono persone che riescono a cambiare in carcere ci sono persone invece che crollano completamente. Io ho visto persone, vedevo persone completamente perse. E che spesso e volentieri potevano avere accesso alle sostanze, a ogni sostanza, dentro il carcere, senza difficoltà».
E sul femminicidio reato che Vannacci non vede, Alemanno osserva che in carcere invece il reato è già stato di fatto introdotto dai detenuti. «Io penso che la proliferazione dei reati sia sempre un errore. Però vi informo che quando una persona entra qua dentro perché ha toccato una donna, viene preso a calci dagli stessi detenuti».
“Femminicidio? In carcere chi tocca una donna viene preso a calci”
L’ex sindaco cita poi una vicenda che lo ha particolarmente colpito. «Qui c’è una marea di gente innocente e tutte le distorsioni della giustizia finiscono in carcere. Ho visto le cose incredibili. Tre giorni fa, è uscito dalla mia cella una persona che stava in galera da sei mesi, perché da vagabondo, da barbone, era stato accusato di aver rubato 14 euro da un parchimetro. Si è fatto sei mesi di galera nella mia cella. Un poveraccio che non poteva più lavorare, perché aveva le mani invalidate. Sei mesi di galera. C’e’ anche un tasso di ingiustizia, di errore giudiziario, di eccesso di pena incredibile»
Per Alemanno il tema non riguarda soltanto i detenuti, ma l’intero sistema Paese. «Con il 140% di affollamento non si riesce a fare nulla», sostiene, ribadendo che la sicurezza dei cittadini passa anche attraverso carceri in grado di rieducare e ridurre la recidiva. Una battaglia che l’ex sindaco promette di continuare ora che è tornato in libertà, chiedendo una riforma che metta al centro dignità, recupero e reinserimento sociale.
L'articolo Alemanno esce dal carcere e lancia l’allarme: «Droga in cella e sovraffollamento fuori controllo» sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)