Sorelline rapite, il finto audio della mamma e la caccia ai complici
Alisya e Sarah, le sorelline di 16 e 12 anni, sono sane e salve. Questa è la principale buona notizia di una vicenda però ancora piena di punti oscuri. Dietro alla loro scomparsa c’è la voglia della madre di riprendersi le figlie “ad ogni costo”. Ma questa mossa, di portarle fino a casa dei parenti a Formia, è costata cara alla signora Valentina, al compagno e al nonno delle ragazzine. Le tre persone fermate infatti sono accusate di sequestro di persona in concorso. Avrebbero organizzato loro, per tempo, la fuga. Ma hanno fatto tutto da soli? Gli inquirenti credono che qualcuno, ancora ignoto, possa averli aiutati. Si cercano quindi altri possibili complici in questa triste vicenda che coinvolge due ragazzine.
Chi indaga si concentra anche sulle mosse compiute durante le ricerche delle sorelline, all’inizio infatti si stava battendo ogni pista, compresa quella della fuga volontaria attraverso il bosco. Per questo le ricerche venivano effettuate ovunque, anche in fondo al lago Barrea. Per fortuna poi è emersa la pista meno drammatica ma comunque non tranquillizzante del luogo sicuro in cui nasconderle. La madre, ad esempio, aveva deciso di diffondere un finto audio che invitava le sorelline a mettersi in contatto con lei. “Amori miei, dovete sapere che ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni ma anche di speranza… Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi vi chiedo di mettervi in contatto con noi… mamma v’aspetta… siete tutta la mia vita, vi prego ritornate, mettetevi in contatto con noi, vi prego“. Uno degli elementi che gli inquirenti stanno valutando, è l’ipotesi di un piano forse studiato da tempo, ma resta qualche punto ancora oscuro.
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