Alemanno esce dal carcere: “Meloni? Non ha fatto niente per il sovraffollamento, Vannacci lo vedo stasera a cena”
Almeno un centinaio di sostenitori ad aspettarlo fuori, all’esterno del carcere, a scandire in coro: “Gianni, Gianni”. Esce da Rebibbia dopo aver scontato la pena di un anno, cinque mesi e 24 giorni l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Esco dal carcere da innocente. Ho fatto un anno e mezzo ingiustamente. Ho visto e conosciuto una realtà terribile, che è una vergogna per la Repubblica Italiana, dove perde la faccia. Non viene data la possibilità di rifarsi una vita”, le prime parole ai cronisti assiepati per una dichiarazione.
Alemanno era stato condannato per il reato di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Inizialmente era accusato di concorso esterno in associazione di stampo mafioso e corruzione. Gli era stato concesso di scontare la pena ai servizi sociali con l’affidamento in prova all’associazione So.Spe (Solidarietà e Speranza) ma, a seguito di alcune violazioni, Alemanno era stato portato in carcere il 31 dicembre del 2024. Anche questa mattina, ha ribadito la sua innocenza.
Stilettata anche al governo Meloni, che “sul sovraffollamento delle carceri non ha fatto niente. Non c’è un solo posto in più”. Oltre ai sostenitori, ad attendere l’ex sindaco anche decine di giornalisti, cameraman ed esponenti del mondo politico romano. Non c’era Roberto Vannacci, il generale che ha fondato Futuro Nazionale dopo uno strappo clamoroso con la Lega, come ci si attendeva. Ma Alemanno ha annunciato: “Lo vedo stasera a cena”. Anche se non intende chiedere candidature, ha aggiunto.
Alemanno pubblicava un diario di cella sui social, una sorta di corrispondenza per denunciare le condizioni nei quali sono ridotte le carceri in Italia. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati anche da questo quotidiano. Lo ha ribadito anche questa mattina, che il carcere è “una offesa per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di cambiamento” e che “la sicurezza del cittadino va difesa anche correggendo queste distorsioni. La tolleranza zero deve essere contro i reati, non contro la dignità delle persone. Ne parlerò con il ministro Nordio c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel sistema”.
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