“Anche per traslocare serve il patentino antifascista”: l’ultima follia targata Pd che arriva dal comune di Rivoli

Senza scomodare i cristiani che dovevano sputare sulla croce per essere salvati dalla furia dei romani, quello che arriva da Rivoli, un paesino alle porte di Torino, farebbe rivenire la vista ai ciechi. Sembra un romanzo surreale ma è tutto vero. Se vuoi o devi compilare un modulo comunale devi dichiarati antifascista. E’ tutto vero.
La vicenda
Un cittadino stava compilando on-line, come riporta TorinoCronaca, la procedura per la presentazione della domanda di ottenimento di un permesso per realizzare un trasloco. Firma da una parte, clausola dall’altra e a un certo punto spunta, “la dichiarazione di adesione ai valori dell’antifascismo”.
Il consigliere comunale di Fdi, Federico Depetris, ricostruisce la vicenda. “La dichiarazione risale al 2018, ma adesso nel 2026 è stata estesa a ogni richiesta di sala comunale, non importa se la domanda arriva da un cittadino privato o da aziende”. Ma il bello, ovvero il peggio, deve ancora venire.
“I successivi controlli”
La parte più ridicola ed esilarante arriva subito dopo. Nel modulo c’è scritto, infatti: “L’amministrazione, una volta sottoscritta la domanda, si riserva la possibilità di ‘monitoraggi successivi alla sottoscrizione per controllare la coerenza tra quanto dichiarato e le attività realmente svolte“. Che sarebbe poi ciò che prevede il Dpr 455/2000 sulle autocertificazioni. Uno partecipa a un bando dichiarando di avere determinati requisiti, l’amministrazione accoglie la domanda e si riserva di verificare la veridicità di quanto dichiarato. In questo caso come avverrebbero i controlli? Si potrebbero cercare a casa dei dichiaranti i busti del Duce, le camicie nere, nonni e avi in fez. Ma se uno fosse fascista dentro e avesse a casa, tanto per fare un esempio, solo il poster di Maradona o di Mick Jagger o di Madonna, come lo si potrebbe scovare?.
Il Comune metta le microspie…
Una soluzione per questa genialata di marca Pd che fa rimpiangere finanche la nomenclatura del Pcus, ci sarebbe. Ed è scritta nella storia del socialismo reale. Perché non mettere le microspie nelle case dei dichiaranti? Sarebbe l’unico modo per capire veramente se le dichiarazioni sono fallaci. Se i presunti traslocatori cantano “Faccetta Nera”, se parlano spesso di “Lui”, se lo rimpiangono. Era lo strumento più efficace usato dalla Stasi nella triste e famosa Germania dell’Est. Solo questo può essere un controllo vero e capace di scovare i fascisti. Verrebbe voglia di piangere dinanzi a quanto accaduto a Rivoli. Ma solo una risata, per quanto molto amara, li seppellirà. Metaforicamente, signor sindaco.
L'articolo “Anche per traslocare serve il patentino antifascista”: l’ultima follia targata Pd che arriva dal comune di Rivoli sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)