Australia, boom di importazioni per i data centre: apparecchiature per 24,6 miliardi
La crescita delle infrastrutture digitali spinge gli acquisti dall’estero, ma l’effetto positivo degli investimenti viene frenato dall’aumento delle importazioni
di Redazione
La corsa alla costruzione di nuovi data centre in Australia sta determinando un forte aumento delle importazioni di apparecchiature informatiche e macchinari necessari per completare e rendere operative le strutture.
Secondo i dati sul commercio internazionale dell’Australian Bureau of Statistics, nel periodo di dodici mesi terminato a maggio il valore delle importazioni di macchine per ufficio e sistemi automatici per l’elaborazione dei dati ha raggiunto il livello record di 24,6 miliardi di dollari australiani.
Un anno prima, nello stesso periodo, il valore degli acquisti dall’estero si attestava a 15,6 miliardi. L’incremento è stato quindi di circa 9 miliardi di dollari, pari a quasi il 58 per cento.
I numeri confermano la rapidità con cui stanno crescendo gli investimenti nel settore dei data centre, sostenuti dalla maggiore domanda di servizi cloud, intelligenza artificiale, archiviazione digitale e capacità di elaborazione.
Le nuove strutture richiedono grandi quantità di server, sistemi automatici per la gestione dei dati, impianti di raffreddamento e apparecchiature tecnologiche che vengono in larga parte acquistate sui mercati internazionali.
L’espansione del settore presenta però effetti contrastanti sull’economia australiana. Nei primi tre mesi dell’anno, il contributo positivo derivante dalla costruzione dei data centre è stato completamente compensato dall’impatto negativo dell’aumento delle importazioni di macchinari.
Gli investimenti hanno sostenuto l’attività edilizia e la domanda interna, ma una quota consistente della spesa è stata trasferita all’estero per l’acquisto delle tecnologie necessarie ad attrezzare gli impianti.
Il boom dei data centre viene considerato una possibile base per la futura crescita della produttività australiana. Una maggiore capacità digitale potrebbe favorire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dei servizi informatici e delle attività economiche ad alta intensità tecnologica.
I benefici, tuttavia, potrebbero emergere soltanto nel medio e lungo periodo. Nell’immediato, la crescita del settore sta aumentando la domanda di risorse già limitate, tra cui energia, acqua, terreni industriali e manodopera specializzata.
La costruzione e il funzionamento dei data centre richiedono infatti enormi quantità di elettricità per alimentare i server e mantenere costante la temperatura delle apparecchiature.
La rapida espansione degli impianti potrebbe quindi esercitare ulteriore pressione sulla rete energetica australiana, già impegnata nel processo di transizione verso le fonti rinnovabili.
Anche il consumo di acqua rappresenta una questione rilevante, soprattutto nei centri che utilizzano sistemi di raffreddamento ad alta intensità idrica.
A queste criticità si aggiunge la competizione per i terreni situati in prossimità delle reti elettriche e delle principali infrastrutture di telecomunicazione.
Il settore richiede inoltre ingegneri, elettricisti, tecnici, operai specializzati ed esperti informatici, professionalità già richieste dall’edilizia, dall’energia e da numerosi altri comparti dell’economia.
La nuova domanda potrebbe contribuire ad aumentare i costi di costruzione e le pressioni salariali, alimentando l’inflazione senza produrre, almeno nell’immediato, un corrispondente aumento della produzione nazionale.
La sfida per l’Australia sarà trasformare l’attuale ondata di investimenti in un vantaggio economico duraturo, sviluppando competenze, infrastrutture energetiche e capacità tecnologiche interne.
Il record delle importazioni mostra intanto come la crescita dei data centre stia modificando rapidamente la composizione degli investimenti australiani. Resta da verificare se, una volta completate le nuove strutture, i benefici in termini di innovazione e produttività riusciranno a compensare i costi sostenuti durante la fase di sviluppo.
The post Australia, boom di importazioni per i data centre: apparecchiature per 24,6 miliardi first appeared on Allora! Italian Australian News.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)