Scuole cattoliche del NSW, il CEO Dallas McInerney si fa da parte dopo l’inchiesta ICAC
Il dirigente è stato indicato nell’operazione Rosny, che indaga su presunte donazioni irregolari al Partito Liberale. Coinvolti anche esponenti politici e amministratori locali
Il direttore generale di Catholic Schools NSW, Dallas McInerney, lascerà temporaneamente le proprie funzioni dopo essere stato coinvolto in un’inchiesta della Independent Commission Against Corruption, l’organismo anticorruzione del New South Wales.
L’indagine, denominata Operation Rosny, riguarda presunte donazioni politiche non dichiarate, superiori ai limiti consentiti o provenienti da soggetti vietati, che sarebbero state utilizzate per finanziare iscrizioni e rinnovi di tessere all’interno del Partito Liberale del NSW.
In una nota, Catholic Schools NSW ha annunciato che McInerney si farà temporaneamente da parte dalle attività quotidiane dell’organizzazione nell’ambito di nuovi assetti di governance.
L’ente ha precisato di rispettare il ruolo dell’ICAC e di voler affrontare le questioni sollevate dall’autorità “in modo appropriato e approfondito”.
McInerney aveva inoltre rassegnato le dimissioni dal consiglio della NSW Education Standards Authority, l’organismo responsabile degli standard educativi e della regolamentazione scolastica nello Stato.
Le accuse al centro dell’operazione Rosny
Secondo quanto reso noto dall’ICAC, cinque persone avrebbero cercato di ottenere o utilizzare donazioni improprie per reclutare nuovi membri o rinnovare iscrizioni al Partito Liberale del NSW in un periodo di quattro anni, fino al 2023.
Tra i nomi indicati nell’indagine figurano Jean-Claude Perrottet e Charles Perrottet, fratelli dell’ex premier del New South Wales Dominic Perrottet, oltre a Christian Ellis, Jeremy Greenwood e Robert Assaf.
Le autorità stanno verificando se il gruppo abbia sollecitato o accettato contributi non dichiarati, superiori ai tetti previsti dalla legge o provenienti da donatori proibiti.
Tra i presunti finanziatori citati nell’inchiesta figurano, oltre a McInerney, il costruttore immobiliare Jean Nassif e l’albergatore Michael O’Hara.
Le accuse non sono state ancora provate e saranno esaminate nel corso delle udienze pubbliche.
Liberali e Labor sospendono gli iscritti coinvolti
La leader dell’opposizione del NSW, Kellie Sloane, ha annunciato la sospensione degli iscritti al Partito Liberale indicati nell’indagine e ancora formalmente membri della formazione politica.
Tra questi figurano Jeremy Greenwood e Dallas McInerney.
Sloane ha espresso pieno sostegno all’attività dell’ICAC, affermando che i comportamenti contestati, qualora fossero confermati, non sarebbero compatibili con gli standard richiesti all’interno del partito.
Anche il premier del NSW, Chris Minns, ha chiesto la sospensione di due membri del Partito Laborista coinvolti in un filone della stessa inchiesta.
Si tratta dei consiglieri comunali di Strathfield Sharangan Maheswaran e Karen Pensabene, accusati di aver esercitato in modo disonesto le proprie funzioni e di aver tradito la fiducia pubblica.
Tra le contestazioni figurano presunti atti di ricatto e sorveglianza illegale ai danni del consigliere Matthew Blackmore.
Minns ha dichiarato che la sospensione rappresenta la misura più appropriata in attesa della conclusione delle indagini.
Otto settimane di udienze pubbliche
L’ICAC ha avviato Operation Rosny dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, almeno in parte trasmesse dalla NSW Electoral Commission.
Le udienze pubbliche inizieranno il 27 luglio e dovrebbero durare otto settimane, una durata considerata eccezionale per un’inchiesta dell’organismo anticorruzione.
Secondo Geoffrey Watson SC, del Centre for Public Integrity, si tratta di una delle indagini più ampie mai avviate dall’ICAC.
Watson ha sottolineato che tutte le accuse appaiono gravi, ma ha evidenziato in particolare il presunto ruolo di donazioni sollecitate al costruttore Jean Nassif.
Secondo le accuse, alcune operazioni avrebbero avuto l’obiettivo di danneggiare la carriera politica dell’allora ministro David Elliott e di favorire la rimozione dell’ex Building Commissioner David Chandler.
Chandler aveva ordinato alla società Toplace, riconducibile a Nassif, di intervenire per riparare alcuni edifici residenziali. La società era successivamente fallita, lasciando circa 600 creditori e debiti stimati in quasi 1,9 miliardi di dollari.
Un’inchiesta destinata a pesare sulla politica del NSW
L’operazione Rosny coinvolge esponenti e iscritti di entrambi i principali partiti del New South Wales e rischia di avere conseguenze significative sul piano politico e istituzionale.
La sospensione degli iscritti da parte di Liberali e Labor rappresenta un tentativo di tutelare l’immagine delle due forze politiche mentre l’ICAC procede con gli accertamenti.
L’inchiesta arriva in una fase in cui la fiducia dei cittadini verso i partiti tradizionali appare sempre più fragile.
Secondo gli esperti di integrità pubblica, vicende di questo tipo possono alimentare ulteriormente la disillusione degli elettori e rafforzare il consenso verso formazioni indipendenti o minoritarie.
Resta ora da attendere l’avvio delle udienze pubbliche, durante le quali l’ICAC raccoglierà testimonianze, documenti e prove per determinare se siano stati commessi atti di corruzione o violazioni della normativa sul finanziamento politico.
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