Autovelox: entrano in vigore le nuove regole, spenti 850 dispositivi

12 Luglio 2026 - 11:35
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Dopo un'attesa durata ben 34 anni, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il <a href="https://www.hdmotori.it/autovelox-decreto-omologazione-fine-ricorsi-multe/">decreto ministeriale dell'8 giugno</a> che introduce nuove e chiare regole nazionali per il funzionamento dei rilevatori di velocità. Le nuove norme, la cui entrata in vigore è prevista oggi<strong> 12 luglio</strong>, hanno l’obiettivo di fare ordine in quella che è stata definita una vera e propria "giungla" di dispositivi, stabilendo in modo rigoroso i <strong>requisiti per l'omologazione, la taratura e la verifica</strong> delle funzionalità degli apparecchi per la rilevazione delle violazioni stradali.<h2>Giro di vite sui dispositivi irregolari</h2>L’effetto più evidente della nuova normativa, definita una vera e propria "patente di affidabilità" per i dispositivi, è lo <strong>spegnimento</strong> (da oggi) <strong>di circa 850 autovelox</strong> ritenuti non più legittimi, in quanto sprovvisti della necessaria omologazione. Per poter tornare ad essere operativi, questi dispositivi dovranno essere sottoposti a rigide verifiche. Sono invece <strong>3.150 i dispositivi che rimangono regolarmente in funzione</strong> in tutta Italia poiché già provvisti di tutti i requisiti di legge. Il Ministro dei Trasporti, <strong>Matteo Salvini</strong>, ha commentato positivamente questa stretta:<blockquote>Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale.</blockquote><h2>Cosa cambia</h2><img class="alignnone size-full wp-image-211532" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2025/07/autovelox.jpg" alt="" width="1440" height="810" />Per semplificare l'adeguamento alle nuove norme, il decreto stabilisce che è prevista<strong> l'omologazione automatica</strong> per tutti gli autovelox che hanno ricevuto l'approvazione tecnica del ministero <strong>dopo il giugno del 2017</strong>. Per i dispositivi approvati prima di tale data, invece, sono stabilite delle <strong>procedure specifiche di verifica</strong> della documentazione e dei test tecnici per accertare l’idoneità e eventualmente permettere l'omologazione.<h2>Come si è arrivati alle nuove norme</h2>L'esigenza di una regolamentazione omogenea è nata anche a seguito di un lungo periodo – durato oltre tre decenni – di forte confusione giuridica. Come ricordato dal <strong>Codacons,</strong> la situazione è precipitata nell'aprile 2024, quando la Corte di Cassazione ha stabilito che erano <strong>nulle le sanzioni emesse dagli apparecchi solo "approvati"</strong> ma non "omologati", aprendo la strada a un imponente contenzioso tra automobilisti e numerosi enti locali. L'associazione <strong>Assoutenti</strong> aveva stimato che circa il 71% degli autovelox installati sul territorio nazionale fosse fuorilegge.Nonostante l'incertezza normativa, gli autovelox hanno sempre continuato a rappresentare una voce importante per le casse dei comuni italiani. Nel 2025 le sanzioni hanno generato incassi per 56,5 milioni di euro, anche se in calo dell'8,9% sull'anno precedente. Tra i <a href="https://www.hdmotori.it/autovelox-incassi-citta-italia-2025/">comuni che hanno incassato di più</a> c’è in testa <strong>Firenze</strong> con 19,7 milioni di euro, seguita da <strong>Bologna</strong> (9,2 milioni) e <strong>Milano</strong> (6,9 milioni). Ma ci sono anche piccoli comuni in grado di incassare introiti milionari, come <strong>Galatina</strong> in Puglia (5,3 milioni) o Colle Santa Lucia sulle Dolomiti (oltre 2 milioni).

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