Patrimoniale, Appendino torna alla carica per renderla più digeribile agli italiani: “Chiamiamola Millionaire Tax”

12 Luglio 2026 - 12:50
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Patrimoniale, Appendino torna alla carica per renderla più digeribile agli italiani: “Chiamiamola Millionaire Tax”

Patrimoniale, Appendino torna alla carica per renderla più digeribile agli italiani: “Chiamiamola Millionaire Tax”

Quando la sinistra resta senza idee, torna sempre il vecchio riflesso condizionato: mettere le mani nelle tasche degli italiani. Questa volta tocca a Chiara Appendino, che rispolvera la patrimoniale in salsa Oxfam, ribattezzata con un termine più sexy – “Millionaire Tax” – ma con lo stesso obiettivo di sempre: aumentare le tasse per risolvere i problemi dell’Italia.

Una ricetta che schiaccia il campo largo sempre più a sinistra e che, ancora una volta, rischia di trasformarsi in un clamoroso boomerang politico per un’opposizione che fatica a costruire un programma credibile.

«Dietro la paura verso la millionaire tax – sentenzia l’ex sindaca di Torino in un’intervista al Manifesto di domenica 12 luglio- c’è un disegno politico da parte di un governo classista. Vogliono spaventare parlando dei risparmi della gente comune, ma mentono. Stanno solo proteggendo una casta, quella dei più ricchi. È la lotta di classe al contrario di cui parlava Luciano Gallino, quella dichiarata dall’1% della popolazione contro il restante 99%».

La ricetta dei 13 miliardi

La proposta assomiglia a un esproprio proletario dell’era digitale. Appendino argomenta nell’intervista al quotidiano comunista: «Sostengo la proposta Oxfam: tassare sopra i 5 milioni di euro, in Italia significa 50 mila cittadini per 13 miliardi». Soldi che, assicura, servirebbero ad «abbattere le liste di attesa della sanità».

Peccato che tra gli slogan e la realtà ci sia di mezzo l’economia. Pensare di finanziare in modo stabile un settore strategico come la sanità facendo affidamento su una platea ristrettissima di contribuenti appare un esercizio più teorico che pratico. Anche perché patrimoni e capitali, nel mondo globalizzato, non aspettano certo il Fisco italiano per decidere dove trasferirsi.

La solita lotta di classe: Pd e M5s allineati sulle ricette postcomuniste

Per sostenere la sua proposta, la parlamentare grillina torna a evocare lo schema più classico della sinistra: da una parte i cattivi ricchi, dall’altra il popolo da difendere.

Così il governo diventa un «governo classista» e, secondo Appendino, «Bisogna combattere i privilegi dei superpaperoni in una logica di redistribuzione delle ricchezze, per questo parlo di Millionaire tax. Dove è stata introdotta non c’è stata alcuna fuga di capitali. Se c’è qualcuno che sta scappando non sono i ricchi ma sono il ceto medio, i poveri e i giovani senza futuro».

Una narrazione che può infiammare i talk show, ma difficilmente risolve i problemi del Paese. Perché continuare a dipingere chi produce ricchezza come il nemico da colpire rischia soltanto di alimentare un clima di sfiducia verso chi investe, crea imprese e genera occupazione.

Neppure a sinistra ci credono fino in fondo

Il dettaglio più significativo, però, lo confessa la stessa Appendino. La patrimoniale divide anche il fronte progressista. Esistono infatti «sensibilità diverse» e il timore concreto «che parlare di nuove tasse sia un regalo alla destra». Un timore più che fondato. Ogni volta che la sinistra rilancia nuove imposte, finisce puntualmente per rafforzare il centrodestra, che trova terreno fertile nel difendere famiglie, imprese e contribuenti dall’ennesima offensiva fiscale.

L’Italia “testa di ariete” di Appendino

Il nodo decisivo resta quello della fuga di capitali. Molti economisti ritengono che un’eventuale patrimoniale potrebbe essere presa in considerazione soltanto all’interno di un quadro europeo condiviso, proprio per evitare che ricchezze e investimenti cambino semplicemente domicilio. Dell’Italia testa d’ariete ne possiamo fare tranquillamente fare a meno.

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