Piazza Italia, il centrodestra rilancia la sfida del welfare: «Roma deve tornare a essere una città accogliente per chi ci vive»

12 Luglio 2026 - 12:50
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Piazza Italia, il centrodestra rilancia la sfida del welfare: «Roma deve tornare a essere una città accogliente per chi ci vive»

Piazza Italia, il centrodestra rilancia la sfida del welfare: «Roma deve tornare a essere una città accogliente per chi ci vive»

Dal Giardino degli Aranci, luogo simbolo della comunità di Fratelli d’Italia, arriva la proposta del centrodestra per una nuova idea di welfare e di città. La terza giornata di “Piazza Italia” ha acceso i riflettori sul futuro di Roma, mettendo al centro famiglie, lavoro, inclusione sociale e sostegno alle fragilità. Un confronto, moderato dalla senatrice Susanna Donatella Campione, che ha visto protagonisti esponenti del governo, della Regione Lazio, del Campidoglio e del mondo del terzo settore, accomunati dall’obiettivo di costruire una Capitale più vicina ai bisogni dei cittadini e meno distante dalla realtà quotidiana.

«Roma deve essere una città accogliente anche per chi ci vive, per chi ci lavora, per chi ci abita e quindi ragioniamo su che cosa si può fare davvero per rendere questa città sempre più adatta ai bisogni dei suoi cittadini», ha detto la senatrice di Fratelli d’Italia aprendo il dibattito.

Bellucci: «La povertà non si vince con i sussidi, ma con il lavoro»

A delineare la visione del governo è stata il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci, che ha rivendicato il cambio di paradigma impresso dall’esecutivo Meloni. Un welfare che, nelle intenzioni del governo, punta a superare la logica dell’assistenzialismo per rimettere al centro dignità, occupazione e prevenzione.

«La povertà non si vince con i sussidi, ma con il lavoro», ha dichiarato Bellucci, criticando le politiche del passato come il reddito di cittadinanza, che a suo dire tenevano i cittadini «alla catena» invece di renderli liberi.

Il viceministro ha inoltre sottolineato la necessità di investire nella prevenzione del disagio sociale attraverso il rafforzamento dei servizi territoriali e l’impiego di figure professionali come psicologi ed educatori, per intervenire prima che le fragilità degenerino in dipendenze o criminalità.

La famiglia al centro delle politiche regionali

Al centro del confronto anche il ruolo della famiglia, indicata come primo presidio di welfare e di coesione sociale. La consigliera regionale del Lazio Chiara Iannarelli ha illustrato il lavoro della Regione sul cosiddetto “Fattore Famiglia”, un sistema che punta a valorizzare i carichi familiari, la presenza di figli e le situazioni di disabilità, affiancato da strumenti di sostegno come mutui agevolati destinati alle giovani coppie che intendono acquistare casa.

Educazione, orientamento e periferie: la ricetta contro il disagio

L’attenzione si è poi spostata sul tema educativo. Suor Francesca Barbanera, del Vides, ha invitato la politica ad andare oltre la semplice realizzazione di strutture. Ha richiamato la necessità di costruire vere e proprie «costellazioni educative», sottolineando come non basti creare nuove “stanze”, ma occorra abitare le periferie e accompagnare concretamente i giovani nel loro percorso di crescita.

Sulla stessa linea Pietro Cum, presidente di ELIS, secondo cui il contrasto ai fenomeni dei Neet e della criminalità passa inevitabilmente dall’orientamento professionale e da un rapporto più stretto tra scuola e imprese. Il lavoro, ha evidenziato, c’è, ma troppo spesso manca il collegamento tra formazione e mondo produttivo.

Le critiche al Campidoglio: «Scollamento gigantesco»

Dal palco sono arrivate anche dure critiche all’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri. La consigliera capitolina di Fratelli d’Italia Francesca Barbato ha denunciato quello che ha definito uno «scollamento gigantesco» tra la narrazione del Campidoglio e le reali condizioni dei servizi sociali.

Secondo Barbato, mentre il sindaco inaugura nuove piazze attraverso i video pubblicati sui social, nella Capitale restano oltre 2.500 persone con disabilità in attesa dell’assistenza domiciliare e circa 1.300 disabili gravissimi senza i contributi previsti.

Critico anche il deputato di Fratelli d’Italia Luciano Ciocchetti, che ha accusato il Comune di non applicare pienamente le riforme nazionali sulla disabilità, a partire dal “progetto di vita” individuale previsto dalla normativa.

La sfida contro solitudine e indifferenza

A chiudere il confronto è stato il tema della solitudine nelle grandi città, affrontato dalla giornalista Giulia Bonaudi, che ha definito la povertà relazionale «uno dei mali più profondi delle metropoli contemporanee». In una Roma in cui quasi una famiglia su due è composta da una sola persona, isolamento e fragilità rischiano infatti di tradursi in depressione, insicurezza e marginalità.

Dalle conclusioni del panel è emersa così la sfida che il centrodestra individua per il futuro della Capitale: ricostruire il senso di comunità attraverso un nuovo patto sociale capace di mettere al centro la persona, la famiglia e le fragilità.

La senatrice Campione ha quindi chiuso i lavori con l’auspicio che il confronto avviato a Piazza Italia non resti un appuntamento isolato, ma rappresenti «solo l’inizio di un percorso» per affrontare le «problematiche enormi» emerse durante il dibattito.

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