Banchetti al Vittoriano, non si può fare. Rampelli: “Andrò fino in fondo, ho chiesto lumi alla direttrice del Museo”

14 Luglio 2026 - 18:45
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Banchetti al Vittoriano, non si può fare.  Rampelli: “Andrò fino in fondo, ho chiesto lumi alla direttrice del Museo”

Banchetti al Vittoriano, non si può fare.  Rampelli: “Andrò fino in fondo, ho chiesto lumi alla direttrice del Museo”

Banchettare sull’Altare della Patria, al pari di un roof garden qualunque, non si può fare. È l’imperativo categorico di Fabio Rampelli che, ‘smanettando’ sulla rete, si è imbattuto in una patinata pubblicità di banchetti matrimoniali ed eventi ludici sulla terrazza del monumento che custodisce il fuoco sacro del Milite Ignoto. Foto di tavolate imbandite e cene eleganti a dir poco inopportune, subito denunciate dal parlamentare di Fratelli d’Italia. Che ha chiesto lumi alla direttrice del Museo Vive il polo museale che include il Vittoriano e piazza Venezia). Il vicepresidente della Camera è tornato sull’argomento anche dai microfoni di Agorà Estate. su Rai 3.

Cene e banchetti all’Altare  della Patria, Rampelli: andrò fino in fondo

“Ho chiesto chiarimenti e andrò avanti fino in fondo. Ho chiesto alla direttrice del Museo del Vittoriano chiarimenti. È inaccettabile, è come aprire un Mc donald a Redipuglia. Ci sono questioni ‘laicamente’ sacre su cui tutti dovremmo  concordare. Spero che anche le opposizioni possano unirsi a questa mia battaglia. Che non è né di destra né di sinistra”. Il Vittoriano è un tempio laico, spiega Rampelli. “È il sacrario dove è tumulato il Milite Ignoto, secondo una storia nobile e profonda che ha commosso l’Italia intera. È simbolicamente il monumento più rappresentativo della Nazione, in ricordo del sangue versato per raggiungere la sovranità, indipendenza e l’unità”.

Il Vittoriano è un luogo sacro, custodisce le spoglie del Milite Ignoto

Quindi che questo sacrario “possa diventare una sede per banchetti, o come le chiamano con un gentile eufemismo “private dinners”, con tanto di tavole imbandite e portate da distribuire ai commensali, è da ritenersi inopportuno quando non offensivo. Lo abbiamo scoperto tramite una piattaforma social dove la società Voilà Banqueting pubblicizza foto e post guadagnandosi insulti e commenti indignati”. Tra l’altro, vale la pena ricordare ai distratti, che il Vittoriano è il luogo in cui si celebrano gli anniversari più importanti alla presenza delle massime cariche dello Stato.

“Organizzare banchetti su  una tomba anche no”

“È giusto realizzare un museo e commercializzarlo”, aggiunge Rampelli. “È giusto abbattere le barriere architettoniche e realizzare un ascensore per raggiungere la terrazza (obiettavamo che non dovesse modificare lo skyline e quindi fermarsi un piano sotto l’attuale). Siamo stati anni fa costretti a tollerare la presenza di un bar per motivi di refrigerio dei visitatori dell’Altare della Patria. Ma organizzare banchetti sopra una tomba anche no. È stridente e incompatibile il contrasto con il picchetto d’onore montato h 24 per 365 giorni l’anno dalle nostre Forze armate. Si offendono i nostri soldati e si vìola il loro silenzio, ci si prende beffa del sentimento nazionale trasformando il Vittoriano in una delle tante ‘location’ commercializzabili”.

Interpellanza e colloqui con la direttrice del museo

Il vicepresidente della Camera ha annunciato un’interpellanza per chiedere la dinamica di questa caduta di stile e invocare la revoca della gara e della concessione per incoerenza con lo spirito del monumento. “Ho parlato personalmente con la direttrice del Museo del Vittoriano riguardo la pubblicità emessa attraverso piattaforme social dalla nota società di catering lussuosi Le Voilà Banqueting. Attraverso la quale appare possibile organizzare banchetti ed eventi ricreativi e aziendali sulle terrazze dell’Altare della Patria. Ho rappresentato alla direttrice Edith Gabrielli le mie obiezioni. E ho chiesto di verificare la compatibilità di queste promozioni rispetto alla concessione rilasciata dal ViVe.  E, se il regolamento fosse troppo generoso, di immaginarne una revisione migliorativa tale da non offendere il monumento italiano che rappresenta per intero il sacrificio di centinaia di migliaia di soldati”.

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