Bergomi: “L’Inter è la più brava, non la più forte. Ora vorrei Rabiot e Nico Paz. E Muharemovic mi piace”
Intervista all'ex capitano nerazzurro, oggi opinionista.
L’Inter festeggia il ventunesimo Scudetto. Repubblica ha sentito l’ex capitano dei nerazzurri, Beppe Bergomi, oggi opinionista. Queste le sue parole.
SCUDETTO INTER
"Dopo il ritorno col Como ho capito che l’Inter avrebbe vinto. Le inseguitrici hanno perso spinta, hanno cominciato a perdere. Altro momento topico: l'uscita dalla Champions col Bodo, che è stata dolorosa ma ha aiutato a salvare energie. Il goal decisivo della stagione? Quello di Calhanoglu contro la Roma, che ha dato coraggio alla squadra e ha creato la premessa per una ripresa stupenda”.
“Bilancio? Io sono per restare in corsa su tutti gli obiettivi, ma dopo una stagione come la scorsa, senza titoli, ne serviva una così. L'Inter è la più brava, non la più forte. Le concorrenti hanno investito sul mercato. L'Inter ha inserito un solo titolare, Akanji. E ripartiva dallo shock di Monaco”.
CHIVU
“Chivu è stato bravo a riconoscere il lavoro di Inzaghi e ad aggiungere le sue idee, senza guastare gli automatismi e senza mettere in difficoltà i giocatori. Sapevo che avrebbe fatto bene. Roberto Samaden, a lungo responsabile del settore giovanile, diceva che Cristian entra nel cuore dei suoi calciatori. Così è stato”.
MERCATO
“Bastoni, oltre ai guai fisici, ha subito una gogna pubblica ingiustificata. Ha sbagliato, ma si è preso le sue responsabilità. Dipenderà dalle offerte se resterà o meno. Ha grande valore, non lo si può svendere. Lo vedo bene in Spagna, come in Premier League. Leggo di Muharemovic al suo posto, mi piace: mancino, attento, può giocare sia a tre sia a quattro. Confermerei De Vrij come riserva. E servirebbe un difensore veloce. Vorrei poi un centrocampista tecnico e fisicamente forte, come Koné, Rabiot o Khéphren Thuram. E qualcuno che salti l'uomo, alla Nico Paz. È eccezionale, anche se è difficile prenderlo al Real Madrid. Ma la tipologia è quella. Sulle fasce mi piace tanto Palestra, ma è caro anche lui. Una rivoluzione ma senza rischiare troppo. L'obiettivo per la prossima stagione deve essere vincere il campionato, come per Milan, Napoli e Juve. La Champions è un'opportunità, ma è complessa”.
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