Blackout da caldo? Il clima è cambiato, bisogna adeguare anche le reti elettriche

02 Luglio 2026 - 14:15
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Blackout da caldo? Il clima è cambiato, bisogna adeguare anche le reti elettriche

Le interruzioni dell’erogazione di energia elettrica registrate in questi giorni in alcune zone di Firenze, per quanto circoscritte nello spazio e nel tempo, rappresentano un segnale che non può essere sottovalutato. Le ondate di calore sempre più intense stanno modificando le condizioni nelle quali operano le reti elettriche e rendono sempre più urgente adeguare infrastrutture progettate per un clima che oggi non esiste più.

Non si tratta soltanto dell’aumento dei consumi dovuto all’utilizzo degli impianti di climatizzazione. Le temperature estreme e prolungate sottopongono le reti a condizioni di esercizio sempre più gravose, mettendo alla prova soprattutto le infrastrutture più datate. Il cambiamento climatico impone quindi un salto di qualità nella pianificazione degli investimenti: è necessario rendere il sistema elettrico più resiliente, capace di affrontare eventi che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali e che oggi stanno diventando sempre più ricorrenti.

La tutela del patrimonio storico e artistico rappresenta un valore irrinunciabile, ma non deve trasformarsi in un ostacolo all’ammodernamento delle reti. La sfida è trovare soluzioni progettuali che permettano di coniugare conservazione, sicurezza e continuità dei servizi essenziali, attraverso un confronto costante tra istituzioni, gestori, professionisti e tutti i soggetti coinvolti.

È importante inoltre chiarire che l’ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture energetiche rappresentano oggi un requisito imprescindibile per garantire stabilità, continuità e resilienza del sistema elettrico, soprattutto in uno scenario caratterizzato da eventi climatici sempre più estremi: interventi di questo tipo vengono progettati e realizzati nel rigoroso rispetto di tutte le normative vigenti in materia di sicurezza, tutela ambientale ed esposizione agli agenti fisici. Le tecnologie oggi disponibili consentono infatti di aumentare l’affidabilità delle reti senza determinare incrementi dei rischi per la salute o dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, al rumore o ad altri agenti fisici.

L’energia elettrica è ormai la spina dorsale del funzionamento delle nostre città e lo sarà sempre di più con l’avanzare della transizione energetica. Per questo occorre investire sulle infrastrutture, ma anche promuovere una maggiore consapevolezza nell’utilizzo dell’energia, puntando sull’efficienza, sulla gestione intelligente dei consumi e sullo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili. Gli investimenti sulle reti devono essere considerati uno strumento di adattamento ai cambiamenti climatici e di prevenzione dei disservizi, non una fonte di nuove criticità ambientali. Preparare le città alle nuove condizioni climatiche significa aumentare la qualità della vita, la sicurezza e la competitività dei territori.

Di Stefano Corsi, coordinatore della commissione Ambiente ed Energia dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, e Francesco Grasso, componente della commissione e docente di Smart Grid dell’Università di Firenze

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