Bonny non basta, il Verona pareggia a San Siro ma l’Inter fa festa comunque
L’Inter celebra scudetto e Coppa Italia in un San Siro gremito, chiudendo con un 1-1 contro il Verona. A sbloccare la gara è l’autogol di Edmundsson, difensore originario di Toftir, minuscolo centro delle Isole Far Oer con appena un migliaio di abitanti. Nel recupero arriva poi il pareggio di Bowie, ma il risultato passa quasi inosservato in mezzo alla festa nerazzurra.
Prima del fischio d’inizio, l’Inter entra in campo accompagnata da figli e figlie dei giocatori durante l’inno della Serie A, dando subito il tono a una giornata speciale. Oltre 75mila tifosi riempiono San Siro, arrivati da tutta Italia per celebrare il “doblete” e salutare alcune colonne storiche della squadra: Darmian, accolto da uno striscione e da una standing ovation, ma anche Acerbi, Mkhitaryan, Sommer e forse De Vrij, tutti protagonisti di un ciclo destinato a lasciare il segno.
Ancora una volta, l’Inter trova il gol grazie a una delle sue armi preferite: i calci piazzati. Una costante che ha accompagnato tutta la stagione e che ha contribuito in maniera decisiva agli 86 gol realizzati, miglior attacco del campionato. Stavolta tutto nasce da un corner di Mkhitaryan dalla destra: Bonny svetta di testa e la deviazione decisiva di Edmundsson beffa Montipò al 47’. Un vantaggio che avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di più ampio se il portiere del Verona non avesse alzato il muro davanti a Lautaro Martinez, ormai capocannoniere virtuale del torneo. Difficile immaginare che uno tra Malen, Thuram e Douvikas, fermi a quota 13 reti, possa recuperargli quattro gol nell’ultima giornata. Poi, al 91’, Bowie sorprende il neoentrato Di Gennaro con un sinistro preciso dal limite e firma il pareggio.
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