Bonolis: "Arbitri? Inter squadra più imbelle del mondo"

Maggio 04, 2026 - 15:06
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Lo showman e noto tifoso nerazzurro parla dell'Inter e dello Scudetto

Paolo Bonolis, showman e noto tifoso dell'Inter, intervistato da Repubblica parla dello Scudetto nerazzurro. Di seguito i passaggi salienti dell'intervista.


Paolo Bonolis, l’ultima volta era due anni fa, il tempo è volato.

“Scorre inesorabile. Ma ritrovarsi per queste occasioni non è male”.


Lei è di quelli che fin da inizio stagione hanno deciso: prendetevi tutto, l’Europa, quello che volete, ma ridateci quel dannatissimo scudetto?

“No. Anche perché ho creduto in Chivu, da subito”.


Sicuro?

“L’avevo conosciuto di persona nel lungo viaggio in macchina di ritorno da Istanbul insieme a Zanetti dopo la finale col City. Sopra tutto: una brava persona. Secondo: scegliere un giovane come lui nasceva da una scelta precisa. Uno con il suo passato, il calcio lo conosce di sicuro. E a noi serviva uno che avesse grande credibilità nel recuperare il rapporto con i giocatori. Ha funzionato, era davvero così. E non era semplice”.

L’Inter ha un enorme problema Bastoni?

“Il problema è stato creato dal mondo esterno. Dalla bestialità dell’accanimento che si è scatenato su un ragazzo che ha sbagliato una cosa che, prima o poi, sbagliano tutti. Se fosse successo a un giocatore di un’altra squadra magari lo avrei demolito di sarcasmo e sfottò: ma l’odio puro che si è riversato su di lui non sta né in cielo né in terra. Fino ad arrivare alla sensazione precisa che, se lui è d’accordo, probabilmente è meglio cederlo. Farebbe tutti contenti. Ma insisto, è una storia assurda”.


A proposito di scatenarsi. C’è in giro un sacco di gente che si priverebbe di quanto ha di più prezioso, fisicamente parlando, pur di godersi un’altra Calciopoli, ma all’incontrario.

“Quando non si vince, la tentazione del muoia Sansone coi filistei diventa irresistibile. Ci puntano in molti, certi media hanno bisogno di avvelenatori di pozzi, questi ultimi ci sguazzano. A me spiace, per loro. È chiaro che vivono male, dev’essere una vitaccia, guardi”.


Da qui a essere sicuri che non ci fosse nulla di strano, però…

“Sto a quello che si sa finora. Una faida nell’ambiente degli arbitri. Succede ovunque, nei ministeri, nelle grandi aziende, ovunque. E cosa viene fuori? Che siamo la squadra più imbelle del mondo, diciamo così: ci sceglievamo gli arbitri che poi ci davano contro. È un po’ come… (qui segue metafora irripetibile, ndr)”.


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