Bonus assunzione giovani 2026, partono le domande: le istruzioni dell'INPS

16 Giugno 2026 - 12:24
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lentepubblica.it

L’INPS apre la procedura per richiedere il nuovo incentivo destinato alle imprese che assumono giovani under 35 in condizioni di svantaggio. Ecco chi può beneficiarne, come funziona l’agevolazione e quali sono le modalità operative previste dall’Istituto.


Arriva il via libera operativo al Bonus Giovani 2026, la misura introdotta dal Governo per favorire l’ingresso stabile dei giovani nel mercato del lavoro e incentivare le aziende ad assumere lavoratori che si trovano in condizioni di particolare difficoltà occupazionale. Con il messaggio n. 1966 dell’11 giugno 2026, l’INPS ha comunicato l’apertura della procedura telematica per la presentazione delle domande, fornendo anche le istruzioni tecniche necessarie ai datori di lavoro per utilizzare concretamente il beneficio.

L’agevolazione consiste in un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, riconosciuto in caso di assunzione a tempo indeterminato effettuata tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. La misura si inserisce nel quadro delle disposizioni contenute nel decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026, dedicato agli incentivi occupazionali, alla promozione del lavoro regolare e al contrasto delle forme di sfruttamento digitale.

Chi può essere assunto con il Bonus Giovani 2026

Il beneficio è rivolto alle aziende private che assumono giovani che, al momento dell’ingresso in azienda, non abbiano ancora compiuto 35 anni e rientrino in specifiche categorie considerate svantaggiate secondo la normativa europea.

Tra i potenziali beneficiari figurano i giovani che non percepiscono una retribuzione regolare da almeno due anni. Possono inoltre accedere all’incentivo coloro che risultano senza un impiego stabile da almeno dodici mesi e appartengono a determinate categorie individuate dalla disciplina europea sui lavoratori svantaggiati.

La normativa prende in considerazione anche altre situazioni di fragilità occupazionale già individuate dal regolamento UE n. 651/2014, che rappresenta il principale riferimento comunitario in materia di aiuti di Stato e incentivi all’occupazione.

L’obiettivo è favorire l’inserimento lavorativo di persone che incontrano maggiori ostacoli nella ricerca di un impiego stabile, riducendo i costi sostenuti dalle imprese e incoraggiando contratti a tempo indeterminato.

Quanto vale l’agevolazione

L’incentivo prevede l’azzeramento del 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro entro determinati limiti economici.

Per la generalità delle assunzioni il beneficio può raggiungere un massimo di 500 euro al mese per ciascun lavoratore assunto.

La misura risulta ancora più vantaggiosa per le imprese che operano nelle regioni comprese nella Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno. In questi casi il tetto massimo dell’esonero sale infatti a 650 euro mensili per lavoratore, riconoscendo un sostegno più consistente alle aziende che investono nelle aree meridionali del Paese.

Si tratta di una differenza significativa che punta a rafforzare la competitività delle imprese del Sud e, allo stesso tempo, a incrementare le opportunità occupazionali per i giovani residenti in territori storicamente caratterizzati da tassi di disoccupazione più elevati rispetto alla media nazionale.

Come presentare la domanda

Le richieste possono essere inoltrate direttamente attraverso il sito dell’INPS.

Per accedere alla procedura è necessario autenticarsi mediante credenziali digitali valide, ovvero:

  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE) di livello 3;
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Una volta effettuato l’accesso, i datori di lavoro devono utilizzare la sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus Giovani 2026”, compilando il modulo telematico predisposto dall’Istituto.

L’apertura della piattaforma consente alle aziende interessate di avviare immediatamente la procedura per ottenere l’autorizzazione necessaria alla fruizione dello sgravio.

Le istruzioni operative per le imprese

Oltre ad annunciare l’attivazione del servizio online, l’INPS ha illustrato le modalità tecniche con cui i datori di lavoro dovranno indicare il beneficio nelle denunce contributive.

Le istruzioni riguardano tutte le principali gestioni previdenziali interessate dalla misura, comprese quelle relative ai lavoratori dipendenti del settore privato, ai soggetti iscritti alla Gestione pubblica e ai lavoratori agricoli.

Per le aziende che utilizzano il sistema Uniemens sono stati introdotti specifici codici identificativi che consentono di segnalare correttamente l’utilizzo dell’esonero e di effettuare i relativi conguagli contributivi.

L’INPS ha inoltre previsto particolari modalità di recupero degli importi riferiti ai mesi precedenti all’avvio operativo della misura. Le somme maturate a partire da gennaio 2026 potranno infatti essere recuperate attraverso procedure dedicate nei flussi contributivi dei mesi successivi.

Attenzione alla cumulabilità con altri incentivi

Uno degli aspetti più rilevanti chiariti dall’Istituto riguarda il rapporto tra il Bonus Giovani 2026 e le altre agevolazioni già previste dall’ordinamento.

La normativa stabilisce infatti che il beneficio non può essere cumulato con altri esoneri contributivi o riduzioni delle aliquote previdenziali applicabili allo stesso rapporto di lavoro.

Le aziende che stanno già utilizzando incentivi incompatibili e intendono passare al nuovo bonus dovranno quindi restituire le agevolazioni precedentemente fruite attraverso le procedure di regolarizzazione previste dall’INPS. L’operazione potrà essere effettuata senza l’applicazione delle sanzioni civili normalmente previste per i versamenti tardivi.

Anche i datori di lavoro che hanno cessato o sospeso l’attività ma conservano il diritto all’agevolazione potranno recuperare le somme spettanti mediante specifiche procedure di regolarizzazione.

Focus sul settore agricolo

Una parte delle istruzioni operative è dedicata alle imprese agricole, che potranno beneficiare dell’esonero seguendo modalità specifiche all’interno del flusso Uniemens dedicato al comparto.

Per questo settore l’INPS ha predisposto codici agevolativi distinti sia per la gestione ordinaria dell’incentivo sia per il recupero degli arretrati maturati nei mesi precedenti.

Particolare attenzione viene posta alla verifica della compatibilità con altri regimi agevolati. Nel caso in cui il datore di lavoro indichi contemporaneamente incentivi non compatibili per lo stesso lavoratore, il sistema informatico dell’Istituto provvederà allo scarto della denuncia contributiva.

Le aziende agricole potranno comunque controllare l’avvenuta autorizzazione e la corretta attribuzione dei codici accedendo al proprio Cassetto Previdenziale.

Un incentivo pensato per favorire l’occupazione stabile

L’avvio ufficiale delle domande rappresenta un passaggio importante nelle politiche di sostegno all’occupazione giovanile previste per il 2026.

La scelta di concentrare l’incentivo sui contratti a tempo indeterminato e sui giovani in condizioni di svantaggio mira infatti a favorire percorsi lavorativi più stabili rispetto alle forme contrattuali temporanee che spesso caratterizzano l’ingresso nel mondo del lavoro.

L’esonero contributivo integrale può tradursi in un risparmio significativo per le imprese, rendendo economicamente più conveniente l’assunzione di personale giovane e contribuendo al tempo stesso a ridurre le difficoltà occupazionali che colpiscono alcune fasce della popolazione.

Con l’apertura delle procedure telematiche e la definizione delle istruzioni operative, il Bonus Giovani 2026 entra dunque nella sua fase applicativa. Le imprese interessate possono già avviare l’iter per ottenere il beneficio e programmare nuove assunzioni sfruttando uno degli strumenti più rilevanti introdotti quest’anno a sostegno del mercato del lavoro.

Bonus assunzione giovani 2026, partono le domande: le istruzioni dell’INPS

Qui il documento completo.

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