Bonus volumetria 2026: l’incentivo che aumenta gli alloggi a canone calmierato

30 Maggio 2026 - 08:46
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lentepubblica.it

Negli ultimi anni il tema della casa è tornato al centro del dibattito pubblico. Da una parte il costo degli affitti continua a crescere nelle principali città italiane, dall’altra molte famiglie non riescono a rientrare nei requisiti richiesti per accedere all’edilizia residenziale pubblica. In mezzo si trova una fascia sempre più ampia di cittadini che, pur avendo un reddito, incontra notevoli difficoltà nel sostenere i prezzi del mercato immobiliare.


È proprio per rispondere a questa esigenza che il Governo ha inserito nel Piano Casa una misura innovativa destinata a coinvolgere direttamente gli investitori privati. Si tratta del cosiddetto bonus volumetria, introdotto dal Decreto n. 66 del 2026, entrato in vigore lo scorso 8 maggio, con l’obiettivo di favorire la realizzazione di abitazioni a costi accessibili attraverso un sistema di incentivi urbanistici.

L’idea alla base del provvedimento è semplice: concedere maggiori possibilità edificatorie agli operatori che accettano di destinare una quota significativa degli immobili a locazioni o vendite a prezzi calmierati.

La risposta alla crescente emergenza abitativa

La misura nasce dalla constatazione di un fenomeno ormai diffuso in gran parte del Paese. Sempre più cittadini si trovano in una posizione intermedia che rende difficile l’accesso a una casa.

Si tratta di quella che viene spesso definita “fascia grigia”: giovani lavoratori, nuclei familiari di recente formazione, professionisti all’inizio della carriera e categorie che dispongono di entrate superiori alle soglie previste per le case popolari ma insufficienti per affrontare i costi richiesti dal mercato libero.

Secondo l’impostazione del Governo, limitarsi ad aumentare la spesa pubblica non sarebbe sufficiente a soddisfare una domanda abitativa in costante crescita. Per questo motivo si è scelto di creare un meccanismo capace di attrarre anche capitali privati, offrendo vantaggi concreti a chi investe nel settore dell’edilizia convenzionata.

In cosa consiste il bonus volumetrico

Le disposizioni operative sono contenute nell’articolo 9 del decreto e riguardano gli interventi destinati alla realizzazione di alloggi con canoni contenuti.

Gli operatori interessati potranno intervenire attraverso due differenti modalità. La prima consiste nella costruzione di nuovi complessi immobiliari; la seconda riguarda invece la riqualificazione di edifici già esistenti, con particolare attenzione agli interventi di recupero urbano e miglioramento energetico.

L’obiettivo dichiarato è privilegiare il riuso del patrimonio edilizio esistente, valorizzando aree già urbanizzate, immobili inutilizzati e zone caratterizzate da situazioni di degrado, limitando così il consumo di nuovo territorio.

Il vero elemento di novità è rappresentato dalla possibilità di ottenere un incremento della capacità edificatoria. Il decreto consente infatti di aumentare la volumetria originaria fino a un massimo del 35%, purché la superficie aggiuntiva venga destinata esclusivamente alla realizzazione di abitazioni a canone calmierato.

In altre parole, chi aderisce al programma potrà costruire di più rispetto a quanto ordinariamente consentito dagli strumenti urbanistici, ma soltanto a fronte di un preciso impegno sociale.

Le condizioni per accedere agli incentivi

Il bonus non rappresenta una liberalizzazione indiscriminata dell’attività edilizia. Per beneficiare dell’aumento volumetrico occorre rispettare requisiti rigorosi.

La regola principale riguarda la destinazione degli investimenti. Almeno il 70% dell’intervento dovrà essere riservato ad abitazioni con prezzi o affitti calmierati. Solo il restante 30% potrà essere commercializzato secondo le normali dinamiche del mercato.

Si tratta di un vincolo considerato essenziale per evitare che l’incentivo venga utilizzato esclusivamente a fini speculativi. L’intenzione dell’esecutivo è infatti quella di garantire un reale incremento dell’offerta abitativa accessibile, mantenendo al tempo stesso un adeguato equilibrio economico per gli investitori.

Il modello individuato punta a coniugare interesse pubblico e sostenibilità finanziaria. La redditività generata dalla quota destinata al mercato libero dovrebbe infatti contribuire a compensare i margini più contenuti previsti per gli alloggi convenzionati.

Rigenerazione urbana e sostenibilità energetica

Un altro aspetto centrale del provvedimento riguarda la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente.

La normativa incentiva in modo particolare i progetti che prevedono il recupero di edifici dismessi, sottoutilizzati o in condizioni di degrado. Contestualmente viene promosso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili attraverso interventi ad alta efficienza.

La scelta risponde a una duplice esigenza: da un lato aumentare la disponibilità di abitazioni accessibili, dall’altro favorire la trasformazione sostenibile delle città.

In questo contesto, il bonus volumetrico non viene quindi interpretato soltanto come uno strumento per costruire nuove case, ma anche come una leva per accelerare i processi di rigenerazione urbana e ridurre l’impatto ambientale del settore edilizio.

Procedure semplificate per velocizzare gli interventi

Accanto agli incentivi edificatori, il decreto introduce numerose semplificazioni amministrative che potrebbero rappresentare uno degli aspetti più apprezzati dagli operatori del settore.

Per gli interventi che rispettano le condizioni previste sarà possibile avviare le attività mediante SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), evitando in molti casi il percorso più complesso legato al rilascio del permesso di costruire.

La normativa prevede inoltre procedure accelerate attraverso conferenze di servizi semplificate, deroghe ad alcuni strumenti urbanistici e agevolazioni nei cambi di destinazione d’uso.

Tra le novità figurano anche possibili riduzioni di alcuni requisiti minimi relativi alle caratteristiche dimensionali degli edifici, una scelta pensata per rendere economicamente sostenibile il recupero di strutture oggi inutilizzate.

Il confronto parlamentare e l’interesse degli investitori

L’iter parlamentare del decreto si presenta particolarmente intenso. In Commissione Ambiente della Camera sono già arrivate oltre cento richieste di audizione da parte di soggetti interessati a partecipare al confronto sulle nuove disposizioni.

Secondo quanto emerso nelle prime fasi dei lavori, le richieste superano quota 130, segnale evidente dell’attenzione che il settore immobiliare, le associazioni di categoria e gli enti territoriali stanno riservando al provvedimento.

Le audizioni serviranno a raccogliere osservazioni e proposte di modifica, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione concreta degli incentivi urbanistici e la definizione dei criteri operativi.

Parallelamente continua anche il dialogo con importanti investitori istituzionali nazionali e internazionali. L’obiettivo è rafforzare la componente finanziaria del Piano Casa e garantire risorse sufficienti per sostenere gli interventi previsti.

Tra i soggetti coinvolti nelle interlocuzioni figurano grandi fondi esteri e alcuni dei principali attori italiani del risparmio e degli investimenti, chiamati a svolgere un ruolo potenzialmente decisivo nello sviluppo delle future iniziative immobiliari.

Una scommessa per ampliare l’offerta abitativa

Il bonus volumetria rappresenta uno dei tasselli più significativi della strategia governativa dedicata alla casa. Attraverso un sistema che combina incentivi urbanistici, semplificazioni procedurali e coinvolgimento del capitale privato, l’esecutivo punta ad aumentare il numero di abitazioni accessibili senza fare affidamento esclusivamente sulle risorse pubbliche.

Resta ora da verificare quale sarà la risposta del mercato e se il modello riuscirà davvero a intercettare la domanda abitativa proveniente da quella vasta platea di cittadini che oggi fatica a trovare soluzioni sostenibili. Molto dipenderà dall’effettiva attrattività degli incentivi e dalla capacità delle nuove regole di tradursi rapidamente in cantieri e progetti concreti sul territorio.

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