Caccia in aree protette: Lollobrigida parla di pene più severe per i bracconieri, ma la Lac svela il «trucchetto della destra»

La scorsa settimana, per difendere il ddl caccia, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato due cose. La prima, facendo riferimento alla lettera con cui la Commissione europea ha segnalato al governo italiano (che ha tenuto nascosta la cosa) diverse criticità contenute dal testo: «Quando si tratta di questioni da burocrati se la discutono i burocrati. Non intendiamo interrompere i lavori legislativi né quelli del governo per una lettera di un burocrate». La seconda, facendo riferimento a ciò che anche chi contesta il ddl 1552 dovrebbe apprezzare: «Abbiamo approvato un emendamento che voglio ricordare contro il bracconaggio, triplicando, quadruplicando le sanzioni penali per i bracconieri. E purtroppo nemmeno in quell’occasione avete votato a favore dell’emendamento per contrastare il bracconaggio in Italia», ha detto rivolgendosi ai banchi dell’opposizione.
Ebbene, ora la Lega per l’abolizione della caccia (Lac) spiega che in realtà siamo in presenza di «un trucchetto con cui la destra di governo afferma di voler inasprire le pene per i bracconieri, lavorando invece per attenuare le sanzioni penali per chi pratica la caccia di frodo nei parchi nazionali e regionali, in oasi di protezione, parchi urbani e terreni adibiti ad attività sportive».
Di cosa si tratta? La Lac è andata a leggere il resoconto parlamentare col testo dell’emendamento 16.0.4 al disegno di legge 1552 proposto da 3 senatori di FdI (De Priamo, Balboni, De Carlo) e poi approvato il 13/5/2026 nelle Commissioni riunite Ambiente ed Agricoltura del Senato. L’ha letto non solo riga per riga, non solo parola per parola: l’ha letto lettera per lettera. Dunque? Dunque, spiega la Lac, a fare la differenza c’è una vocale: «Le parole “arresto E ammenda” del testo attualmente in vigore vengono trasformate nelle parole “arresto O ammenda”. Cosa comporta questa differenza, impercettibile per i non addetti ai lavori? Si ammetterà l’oblazione facoltativa, prevista per le contravvenzioni punite alternativamente con la pena dell’arresto o dell’ammenda (come diventerebbe la pena per i bracconieri nei parchi naturali), in base alla quale il giudice può dichiarare estinto il reato quando il contravventore paghi una somma corrispondente alla metà della pena pecuniaria massima stabilita per la contravvenzione (art. 162-bis del codice penale)».
Ecco il «trucchetto» escogitato dalla destra. Quindi, ad esempio, chi sarà sorpreso a fare bracconaggio in un parco nazionale, depositando prima del dibattimento 1.500 euro (metà della ipotetica nuova ammenda massima di 3.000 euro) per l’oblazione potrà vedere estinto il reato. «Fedina penale pulita, alla faccia del ritrito ritornello per il quale i cacciatori sono tutti onestissimi incensurati a prescindere – denuncia la Lac – E il ministro dell’agricoltura Lollobrigida ed il sottosegretario La Pietra hanno pure la faccia tosta di affermare di aver aumentato le pene per i cacciatori di frodo!»
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