Boom dell'energia solare a Cuba, strangolata dal blocco petrolifero statunitense

Maggio 18, 2026 - 11:12
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Boom dell'energia solare a Cuba, strangolata dal blocco petrolifero statunitense

Da mesi il governo statunitense di Donald Trump sta stringendo lentamente un cappio energetico intorno a quel che resta della rivoluzione cubana e il 13 maggio il governo comunista de L’Avana ha annunciato di aver esaurito le scorte di gasolio e olio combustibile. Ora l’instabile rete elettrica di Cuba “funziona” con quel poco di petrolio greggio e gas naturale di produzione interna e soprattutto grazie a una crescente fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Come ha detto a Bloomberg Michael Bustamante, titolare della cattedra di studi cubani all'Università di Miami: «Date le circostanze già precarie della rete elettrica, molti cubani hanno trovato il modo di importare pannelli solari» e il governo cubano sta collaborando con la Cina per costruire oltre 50 parchi solari entro quest'anno.
Ma la svolta verso l'energia solare potrebbe essere arrivata troppo tardi per salvare il regime dal blocco statunitense che ha prosciugato la principale fonte di idrocarburi per l’isola di Castro: il Venezuela. Solo nel 2024, quando i blackout in tutta Cuba hanno iniziato a mettere in ginocchio l’Isola, i Partito comunista cubano ha dato veramente impulso alle energie rinnovabili. Secondo i dati di Ember, Nel 2025 Cuba ha importato pannelli solari dalla Cina per un valore di 117 milioni di dollari, rispetto ai soli 3 milioni di dollari del 2023.
L'analista di Ember, Dave Jones, ha detto al Washington Post che «L'energia solare potrebbe ora fornire fino al 10% del fabbisogno energetico di Cuba, rispetto a una percentuale pressoché nulla un anno fa. "Cuba è forse nel bel mezzo di una delle rivoluzioni solari più rapide». bISognerà capire se Trump non ucciderà anche questa rivoluzione, insieme a quella castrista.
Ma non c’è solo Cuba: un po’ in tutto il mondo, la carenza di energia causata dalla guerra petrolifera e nucleare di Usa e Israele contro l’Iran ha provocato un boom delle esportazioni di pannelli solari dalla Cina, raddoppiate a marzo, raggiungendo un nuovo massimo storico. L’analista di Ember Euan Graham conferma: «Gli shock legati ai combustibili fossili stanno alimentando l'ondata solare. I Paesi stanno importando pannelli solari a livelli record».
La Energy Transitions Commission, una coalizione globale di leader del settore energetico, ha pubblicato il rapporto “Lessons on Energy Security after the Hormuz Crisis” nel quale sottolinea che «La crisi energetica in corso evidenzia una vulnerabilità strutturale del sistema energetico globale: la forte dipendenza da una fornitura di combustibili fossili geograficamente concentrata e da rotte di transito critiche. Al contrario, i sistemi di energia pulita sono strutturalmente immuni a questo tipo di shock. Il rapporto delinea una risposta alla crisi più duratura:accelerare le energie rinnovabili, l'elettrificazione, i combustibili e i fertilizzanti più puliti e l'efficienza energetica. Queste misure possono ridurre l'esposizione agli shock dei prezzi dei combustibili fossili, rafforzare la resilienza economica e contribuire a costruire un sistema energetico meglio preparato a future turbolenze geopolitiche».
Tornando a Cuba, in soccorso del suo popolo è arrivata anche la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) che ha due operazioni attive, una strategia rafforzata e quasi 40.000 volontari impegnati in tutta l'isola che stanno aiutando la ripresa dopo l'uragano Melissa, in un Paese dove la carenza di carburante ed energia ha un impatto su ogni aspetto della vita quotidiana.
L'uragano ha lasciato dietro di sé epidemie e parassiti e molte persone sono malate. Una situazione difficile a contrastare con un blocco energetico ed economico che minaccia i servizi essenziali, peggiora le condizioni igienico-sanitarie e ostacola le operazioni umanitarie.
La Cruz Roja Cubana e l’IFRC sono riuscite a mantenere i loro servizi garantendo un accesso regolare al carburante e inviando veicoli elettrici e impianti fotovoltaici all'Avana, rafforzando così la capacità logistica e operativa della sede centrale nazionale e delle filiali in tutto il Paese. «La sfida ora è quella di sostenere le operazioni, prevenire battute d'arresto nelle comunità che stanno già facendo progressi nella ripresa e prepararsi a una nuova stagione degli uragani in un contesto avverso – dicono all’IFRC - L'uragano Melissa ha causato lo sfollamento di oltre 2 milioni di persone attraversando Cuba, colpendo in particolare le province orientali di Santiago de Cuba, Granma e Holguín. La tempesta ha distrutto centinaia di migliaia di case, danneggiato oltre 700 strutture sanitarie e gravemente compromesso le reti idriche, interrompendo le operazioni in circa 100 stazioni di pompaggio. Intere comunità sono rimaste senza un accesso affidabile all'elettricità, all'acqua potabile e ai servizi essenziali».
E la limitata disponibilità di carburante, le prolungate interruzioni di corrente e l'instabilità della rete elettrica continuano a incidere sui trasportii servizi sanitari, la gestione dei rifiuti e il pompaggio dell'acqua. Cristian Torres, vicedirettore dell'IFRC per le Americhe, ha ricordato che «La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) e la Cruz Roja Cubana vantano decenni di esperienza nella risposta agli uragani nel Paese, tra cui Ian, Sandy, Matthew e Irma, ma poche operazioni sono state logisticamente complesse come questa. L'esigenza di affrontare le sfide in materia di energia, sanità e trasporti è evidente, così come la dedizione dei volontari e delle squadre tecniche della Croce Rossa. In coordinamento con le istituzioni pubbliche e i principali attori umanitari, sono attivi nella parte orientale del Paese e in tutta l'isola, distribuendo gli aiuti non appena disponibili».
Per garantire che gli aiuti raggiungano l'isola e che i servizi pubblici siano mantenuti, la IFRC e la Cruz Roja Cubana hanno lanciato una strategia rafforzata nell'ambito dell'appello di emergenza che si articola in quattro pilastri: «Installare sistemi fotovoltaici (a energia solare) decentralizzati per garantire un approvvigionamento energetico affidabile nelle zone colpite dagli aiuti umanitari; implementare la mobilità elettrica; dispiegare brigate speciali della Croce Rossa per la gestione dei rifiuti solidi; e garantire alla Croce Rossa cubana l'accesso al carburante».
La Cruz Roja Cubana sta installando 14 sistemi di ricarica per batterie forniti dalla IFRC, per garantire un approvvigionamento elettrico affidabile e impedire che le comunicazioni e la logistica si interrompano durante i blackout. Per supportare la mobilità e le operazioni sul campo, l'IFRC ha inviato un veicolo e 8 motociclette elettriche. Inoltre, la Cruz Roja Cubana e la IFRC si sono assicurate l'approvvigionamento di carburante grazie ad accordi con fornitori locali per mantenere operativa la flotta di veicoli. Per continuare a fornire supporto alla popolazione, sono in fase di produzione 500 kit per la riparazione dei tetti, destinati ad aiutare a riparare le case danneggiate dall'uragano Melissa.
Carlos Pérez Díaz, segretario generale della Cruz Roja Cubana, denuncia che «Per tre mesi abbiamo dovuto affrontare difficoltà operative perché il carburante non entrava nel Paese. Ma ora abbiamo recuperato quella risorsa e stiamo riprendendo la consegna di donazioni e aiuti umanitari direttamente alle comunità».
La IFRC conclude: «Proseguire gli sforzi di recupero e prepararsi a nuove emergenze richiede il rafforzamento dell'azione locale e la garanzia di un sostegno internazionale costante. Dei 18 milioni di franchi svizzeri richiesti, ne è stato raccolto solo il 28%. È urgente un nuovo afflusso di risorse, in particolare per implementare soluzioni come i camion elettrici per la raccolta dei rifiuti. Con l'avvicinarsi della stagione degli uragani, il sostegno internazionale contribuirebbe anche a rafforzare la resilienza istituzionale e comunitaria. La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) chiede uno sforzo congiunto per garantire che i servizi essenziali rimangano accessibili e che la ripresa possa procedere con dignità e certezza».

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