Calano biossido di azoto e Pm10, ma circolano ancora troppe auto e siamo lontani dai livelli europei

12 Giugno 2026 - 10:06
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Calano biossido di azoto e Pm10, ma circolano ancora troppe auto e siamo lontani dai livelli europei

Nel 2025 l’Italia conferma uno dei più alti tassi di motorizzazione d’Europa, con valori particolarmente elevati nel Mezzogiorno e nelle Isole. L’auto privata continua a dominare la mobilità urbana, mentre persistono ritardi nello sviluppo del trasporto pubblico, delle reti ciclabili e della mobilità elettrica. Restano inoltre forti divari territoriali: alcune città del Centro-Nord mostrano modelli più sostenibili, mentre nel Sud la carenza di alternative rafforza la dipendenza dall’automobile. Sul fronte della qualità dell’aria nel 2025 migliorano i livelli annuali di NO₂ (biossido di azoto) e PM10, ma persistono criticità legate ai superamenti giornalieri di quest’ultimo. Tutto ciò emerge dal rapporto “Mobilitaria 2026”, realizzato dal gruppo di lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club e dal dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr - Dsstta). Il documento offre un approfondimento sulla qualità dell’aria e sulle politiche di mobilità urbana nelle 14 grandi città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) nel periodo 2025. E, in sintesi, il dato principale che consegna è che tutti gli inquinanti analizzati (NO₂, Pm10, Pm2,5) sono ancora oltre gli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e i futuri limiti Ue 2030 per quasi tutte le città interessate.

Leggendo il documento si capisce che la sfida dei prossimi anni sarà trasformare i miglioramenti registrati in risultati strutturali e duraturi, accelerando gli investimenti in trasporto pubblico, ciclabilità e mobilità elettrica per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2030. Nel 2025 l'Italia continua a distinguersi per essere uno dei paesi con più alti tassi di motorizzazione d'Europa, con punte particolarmente elevate nelle città del Sud e delle Isole: Catania registra 807 auto ogni 1.000 abitanti, Reggio Calabria 711, Cagliari 696 e Messina 675. Anche nei grandi centri urbani la dipendenza dall’auto privata resta molto forte: Torino 822 auto ogni 1.000 abitanti, Roma ne conta 701, Napoli 610, Palermo 633 e Bari 588. Al contrario, le città relativamente più virtuose sono Venezia (447 auto ogni 1.000 abitanti) e Genova (469), pur restando su valori elevati rispetto agli standard europei.

Secondo Kyoto Club e Cnr-Dsstta, le città devono essere messe nelle condizioni di svolgere un ruolo più incisivo nella gestione di traffico, sicurezza stradale e qualità dell’aria. Il rapporto evidenzia la necessità di invertire la lunga fase di stagnazione del trasporto pubblico locale, attraverso un aumento del Fondo nazionale trasporti. Tra le priorità indicate figurano la drastica riduzione dell’uso dell’auto privata, il potenziamento del trasporto pubblico e delle reti ferroviarie, il quadruplicamento delle piste ciclabili e la diffusione delle “Città 30”, con una riorganizzazione degli spazi urbani che metta al centro la mobilità attiva (pedonale e ciclabile). Le proposte comprendono inoltre l’estensione delle ZTL e delle aree a basse emissioni, l’elettrificazione del trasporto pubblico e privato, lo sviluppo della logistica urbana sostenibile e misure per contrastare la cosiddetta «povertà dei trasporti».

«I dati mostrano un miglioramento della qualità dell’aria nelle città italiane rispetto ai limiti attuali, ma molto distanti rispetto ai nuovi standard europei e alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il ‘Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria’ rappresenta uno strumento centrale proprio per colmare questo divario e superare le procedure di infrazione che l’Italia ha ricevuto dall’Europa per i superamenti di Pm10 e biossido di azoto», dichiara Francesco Petracchini, direttore Cnr-Dsstta. «È un piano che mette a sistema interventi su mobilità, energia, agricoltura e riscaldamento: il punto decisivo è garantirne un’attuazione efficace e coordinata, al fine di ridurre i livelli di inquinamento dell’aria entro i limiti previsti».

Anna Donati, coordinatrice del gruppo di Lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club, spiega che «Mobilitaria 2026 racconta lo sforzo in atto da parte delle città per ridurre traffico, inquinamento e congestione, per promuovere la mobilità sostenibile con il potenziamento del trasporto pubblico, la crescita della mobilità attiva, la riduzione di mortalità ed incidentalità, le innovazioni tecnologiche e di servizio, la multimodalità, l’elettrificazione dei veicoli e servizi. Ma devono essere sostenute in questo sforzo complesso con risorse adeguate, regole snelle, semplificazioni procedurali, investimenti costanti: è quello che chiediamo a Governo e Parlamento, di predisporre misure e risorse adeguate, rimettendo la mobilità urbana al centro dell’agenda nazionale».

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