Caldo record, cresce il rischio di infezioni da Vibrio: l’Ecdc aggiorna la mappa delle acque a rischio

09 Luglio 2026 - 12:17
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Le temperature elevate favoriscono la proliferazione dei batteri Vibrio nelle acque costiere europee. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie aggiorna il sistema di monitoraggio con previsioni a cinque giorni e invita alla prudenza per bagnanti e consumatori di frutti di mare

Il caldo aumenta la presenza dei batteri nelle acque costiere

Le ondate di calore che stanno interessando l’Europa stanno creando condizioni sempre più favorevoli alla proliferazione dei batteri del genere Vibrio, aumentando il rischio di infezioni per chi frequenta le coste e per chi consuma frutti di mare crudi o poco cotti. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), dopo il recente episodio di caldo estremo nell’Europa centrale il livello di rischio ha raggiunto valori insolitamente elevati per questo periodo dell’anno.

Aggiornato il sistema di monitoraggio “Vibrio Viewer”

Per rispondere all’aumento del rischio, l’Ecdc ha aggiornato il Vibrio Viewer, lo strumento che monitora quasi in tempo reale le condizioni ambientali favorevoli alla diffusione dei batteri. Il sistema, sviluppato oltre dieci anni fa, utilizza dati satellitari relativi alla temperatura superficiale del mare e alla salinità delle acque per individuare le aree più esposte. La piattaforma fornisce mappe aggiornate quotidianamente, con stime del rischio e previsioni fino a cinque giorni, consentendo ai cittadini di valutare le condizioni delle acque prima di fare il bagno e offrendo un supporto anche al personale sanitario nell’individuazione di eventuali casi di vibriosi.

Come avviene il contagio

I batteri Vibrio sono naturalmente presenti nelle acque costiere, soprattutto dove si combinano temperature elevate e una miscela di acqua dolce e salata. L’infezione può verificarsi quando l’acqua contaminata entra in contatto con tagli o ferite aperte, oppure attraverso il consumo di molluschi e frutti di mare contaminati, in particolare se consumati crudi o non adeguatamente cotti. Sebbene le infezioni rimangano relativamente rare in Europa, il progressivo aumento della temperatura delle acque marine favorisce la crescita del batterio e rende più probabile l’esposizione.

I sintomi e le possibili complicazioni

Le manifestazioni cliniche variano in base alla modalità di contagio. L’ingestione di alimenti contaminati provoca generalmente disturbi gastrointestinali, tra cui diarrea, dolore addominale, nausea, vomito, febbre e brividi. L’esposizione attraverso ferite o abrasioni può invece causare infezioni cutanee caratterizzate da arrossamento, gonfiore e dolore, oltre a possibili infezioni dell’orecchio. In assenza di un trattamento tempestivo, queste condizioni possono evolvere in complicazioni anche gravi.

Le aree europee più esposte

La distribuzione del rischio varia in funzione delle condizioni meteorologiche, in particolare della temperatura dell’acqua. L’attuale allerta riguarda soprattutto alcune aree dell’Europa centrale interessate dalle recenti ondate di calore. Negli ultimi anni, tuttavia, episodi analoghi hanno interessato anche il Nord Europa. Nell’estate precedente, un lungo periodo con temperature vicine ai 30 gradi in Svezia settentrionale, Norvegia e Finlandia aveva trasformato la parte settentrionale del Mar Baltico in un’area a rischio per la proliferazione del Vibrio. Più in generale, il Mar Baltico, il Mar Nero e alcune aree del Mare del Nord rappresentano gli ambienti europei maggiormente esposti durante i periodi di riscaldamento delle acque. Anche gli estuari, dove l’acqua dolce dei fiumi incontra quella marina, possono offrire condizioni favorevoli allo sviluppo del batterio.

Un modello aggiornato ogni giorno

La nuova versione del Vibrio Viewer si basa sui prodotti di analisi e previsione idrodinamica del servizio europeo Copernicus Marine Service. Il modello copre cinque grandi aree marittime europee – Mar Baltico, costa atlantico-iberica, piattaforma continentale nord-occidentale, Mar Mediterraneo e Mar Nero – e viene aggiornato quotidianamente, combinando dati osservati e previsioni fino a cinque giorni per fornire un quadro costantemente aggiornato del rischio.

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