Camera di vapore sui MacBook Pro? Il rumor che fa sperare i professionisti
La prossima generazione di MacBook Pro potrebbe rimanere finalmente “fredda” più a lungo. La linea dedicata a creator e professionisti che della macchina fanno un uso pesante non è sempre impeccabile nei frangenti in cui i carichi di lavoro sono importanti e prolungati nel tempo, quando si genera parecchio calore da dissipare. Il sistema di raffreddamento, che per ora è affidato a una heat pipe, è tra gli aspetti migliorabili, e pare che Apple abbia lavorato in questa direzione per la prossima generazione che sarà basata su chip Apple Silicon M6.
Al momento si tratta di un’indiscrezione, di una suggestione, ma con la sua logica. MacBook Pro M6 potrebbe affidare la gestione termica a un sistema a camera di vapore, più raffinato ed efficace sui dispositivi dove le temperature salgono velocemente e mantenerle basse è complicato a causa del volume a disposizione. Dovrebbe essere il caso della prossima generazione del portatile, che si prevede più sottile dell’attuale. Meno spessore uguale meno volume, una combinazione che potrebbe mandare più rapidamente in affanno un sistema come quello a heat pipe che già adesso, in certi frangenti, appare inadeguato.
Così i progettisti di Cupertino avrebbero preso coscienza del fatto che evolvere il sistema dalla heat pipe alla camera di vapore, ormai, è sostanzialmente inevitabile, un passaggio obbligato che porterebbe con sé anche una lieve riprogettazione interna, con una modifica al design delle ventole e delle palette che le compongono. Da ventole + heat pipe a ventole + camera di vapore, un passaggio obbligato che i MacBook Pro M6 si preparano ad affrontare, per la gioia dei professionisti che potranno tenere più a lungo carichi elevati senza ritrovarsi con un computer incandescente o che a un certo punto si trova costretto a ridurre le prestazioni.
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