Capello: "Leao non è mai maturato, c'è una strategia chiara dietro le sue parole. Rangnick? Storco il naso, come può costruire il Milan mentre è ai Mondiali?"

1 Giugnoe 2026 - 12:00
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L'ex allenatore analizza il delicato momento della formazione rossonera

Fabio Capello torna a parlare di Milan dalle pagine de La Gazzetta dello Sport. Nelle vesti di ex allenatore rossonero e oggi apprezzato talenti, anche di Sky Sport, Capello si sofferma sulla delicata situazione della squadra guidata fino alla scorsa settimana da Massimiliano Allegri. Il tema Rafael Leao, dopo le parole di sabato scorso del portoghese, e il futuro di società e guida tecnica sono gli argomenti più caldi del momento.

I TIFOSI FANNO BENE A PREOCCUPARSI

E' normale che i tifosi del Milan siano preoccupati dopo due anni senza Champions League. E non so immaginare come reagirebbero in caso di terza stagione consecutiva negativa. Fa effetto vedere il club rossonero senza ad, ds e allenatore al 1° giugno, come non potrebbe. Cardinale ha azzerato tutto in un secondo e adesso deve fare in fretta. Sembra che voglia puntare solo su stranieri e da italiano permettetemi di storcere il naso”, dichiara Fabio Capello a La Gazzetta dello Sport.

DUBBI SU RANGNICK

Nello specifico, l'ex allenatore friulano si concentra sul profilo di Ralf Rangnick, candidato ad assumere la guida dell'intera area tecnica del Milan: “Non lo conosco personalmente, ma so qual è il suo passato. A Salisburgo e Lipsia, dal nulla ha saputo realizzare un ottimo progetto, ma il Milan è un'altra cosa. E fatico ad immaginare in Italia un modello in cui l'allenatore fa solo quello – quando invece dovrebbe poter dire la sua anche sulla scelta dei giocatori – con un supervisore che si occupi di tutto il resto. Ma poi, se Rangnick sarà impegnato ai Mondiali da ct dell'Austria, al mercato e alla costruzione della squadra si occuperebbe nei momenti liberi?”.

LEAO NON MI HA STUPITO

Sulle frasi rilasciate in Portogallo da Rafa Leao, che ha formalmente richiesto la cessione al Milan, Fabio Capello la pensa in questo modo dalle pagine de La Gazzetta dello Sport: “Non sono stupito, rispecchiano il suo recente disimpegno e bastava vederlo ultimamente in campo. Nel mondo di oggi, questo tipo di strategia non è più una sorpresa: sono convinto che dietro queste parole ci sia qualcosa di concordato con gli agenti. Quando un calciatore parla così, significa che ha qualcosa di pronto sul tavolo, ma facendo così toglie al Milan potere in sede di trattativa”.

MAI MATURATO

In chiusura, Capello prova ad immaginarsi un Milan senza Leao. Ecco il suo giudizio a La Gazzetta dello Sport: “Certamente i rossoneri rinunciano ad un giocatore di talento, che nei suoi primi 2-3 anni ha saputo emozionare i tifosi e si è fatto volere bene. Il problema è che poi non è maturato, ha iniziato a pensare ad altre cose piuttosto che al calcio. Non era più mentalizzato e nell'ultima stagione ha avuto pure problemi di adattamento a livello tattico e problemi di tenuta fisica”.

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