Ricordo e omaggio di Meloni a Oriana Fallaci: uniti in difesa della civiltà dell’Occidente, appartiene a tutti. Valori e parole che accomunano

Un omaggio, quello postato sui social da Giorgia Meloni per Oriana Fallaci, che non è solo memoria. Ma un manifesto politico e culturale per il futuro della nostra civiltà. Nel giorno dell’anniversario della nascita della combattiva giornalista e scrittrice, la premier affida a un messaggio tributo sul web una riflessione profonda, che va dritta al cuore del dibattito contemporaneo.
E in un momento di smarrimento e in un’epoca di derive relativiste, le parole del presidente del Consiglio risuonano come un richiamo alla responsabilità e all’orgoglio identitario, raccogliendo il testimone di quella battaglia ante-litteram in difesa della nostra storia che l’intellettuale fiorentina condusse con coraggio solitario e profetico. L’Occidente, ricorda la leader di Fratelli d’Italia, non è un mero confine sulla mappa, ma un patrimonio di valori non negoziabili da difendere senza tentennamenti.
Giorgia Meloni ricorda Oriana Fallaci
Ecco il tributo di Giorgia Meloni a Oriana Fallaci: «Nel giorno della nascita di Oriana Fallaci viene naturale tornare a uno dei temi che ha attraversato gran parte della sua attività, come scrittrice e giornalista, e che oggi appare più attuale che mai: il destino dell’Occidente e della sua identità. L’Occidente non è soltanto uno spazio geografico o un sistema di alleanze. È una civiltà costruita nei secoli attorno alla libertà, alla dignità della persona, alla democrazia e al diritto. Un’eredità che appartiene a popoli diversi, ma legati da valori comuni».
Nelle parole della premier, un tributo e un monito in difesa della civiltà dell’Occidente
«Possiamo avere idee e interessi differenti – prosegue la premier sui social –. E possiamo discutere e confrontarci: è la forza delle democrazie. Ma c’è qualcosa – aggiunge Meloni – che viene prima di ogni distinguo: la consapevolezza di appartenere ad una stessa civiltà e la responsabilità di custodirla. Viviamo un tempo segnato da guerre, instabilità e profondi cambiamenti. Le grandi sfide del nostro tempo non ci chiedono di essere tutti uguali. Ci chiedono di restare uniti e fedeli a ciò che siamo. Perché gli scenari mutano, i Governi si alternano, il mondo evolve. Ma ciò che non può cambiare è la fedeltà ai principi che hanno fatto dell’Occidente la più grande esperienza di libertà della storia».
La bussola per non arrendersi a declino e relativismo
Un ricordo e un monito, quelli di Giorgia Meloni, che si inseriscono perfettamente nel solco di quella lucida e fiera resistenza culturale che proprio la Fallaci aveva teorizzato, pagando spesso il prezzo dell’isolamento e del fango progressista. E allora, oggi più che mai, di fronte a uno scenario internazionale frammentato e minacciato da nuove autocrazie e atavici fondamentalismi, il richiamo del presidente del Consiglio alla “fedeltà ai principi” diventa la bussola per non arrendersi al declino. Un messaggio chiaro, che rimette al centro dell’agenda la custodia dell’identità europea e occidentale, intesa come la più straordinaria avventura di libertà della storia umana.
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