I socialisti europei: “A Gaza genocidio di Netanyahu, stop all’accordo di associazione con Israele”
dall’inviato a Strasburgo – “Come S&D chiediamo la piena sospensione dell’accordo UE-Israele per il genocidio di Netanyahu a Gaza“. La presidente del gruppo dei socialisti in Parlamento europeo, Iratxe Garcia Perez, critica apertamente e l’operato del governo israeliano nei territori palestinesi e chiede all’Unione europea tutta un cambio di passo vero, credibile. Chiede che si mostri decisione e fermezza, e soprattutto capacità di sapere agire.
Il gruppo socialista ha ottenuto un dibattito tematico d’Aula sul conflitto arabo-israeliano e la risposta dello Stato ebraico agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2024. Oggetto della discussione, ‘il ruolo dell’UE nella ricostruzione della Striscia di Gaza e la responsabilità di Israele ai sensi del diritto internazionale’. Un appuntamento previsto per la giornata di domani (8 luglio), subito dopo la sessione di voti. Garcia Perez però rompe gli indugi e offre un assaggio della posizione dei socialisti, critica sull’Unione europea quanto sul governo israeliano.
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“La mancanza di azione dell’UE è ciò che permette a Netanyahu di continuare a violare ogni linea rossa“, denuncia la presidente del gruppo S&D nella tradizionale conferenza stampa organizzata per esporre le priorità del gruppo in occasione dei lavori d’Aula. Il riferimento è all’incapacità del Consiglio dell’UE di trovare l’unanimità che serve, con la complicità italiana, per bloccare il consiglio di associazione con il governo di Tel Aviv. Il massimo che l’Unione europea ha saputo produrre sono sanzioni contro i coloni violenti, troppo poco per i socialisti. Perché, a loro giudizio, questo tergiversare consente a Israele di agire al di sopra del diritto internazionale e umanitario, cosa non più tollerabile almeno per una parte dell’emiciclo del Parlamento europeo.
“Abbiamo chiesto questo dibattito su Gaza perché i giornali non ne parlano su base quotidiana, ma il disastro continua“, denuncia Garcia Perez, stanca delle condanne che pure non sono mancate ma a cui non ha fatto seguito nulla di veramente incisivo. Da qui l’auspicio per un cambio di rotta: “Confidiamo che la presidenza irlandese aiuterà su questo fronte”.
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