Centro storico, cento residenti e commercianti presentano un esposto: “Situazione invivibile”

Genova. Novantasei firmatari tra residenti e commercianti del centro storico e in particolare del quadrilatero tra piazza Banchi, via San Luca, piazza San Luca, vico dell’amor Perfetto e vico Mele hanno presentato un esposto in procura contro lo spaccio e il degrado da cui sono circondati e che “rendono letteralmente invivibile la zona” e scoraggiano turisti e avventori.
“Quando sono andato a raccogliere le firme per autenticarle – spiega l’avvocato Marco Mensi, che rappresenta i firmatari e ha depositato l’esposto – ho avuto paura ed erano solo le 18.30. Non oso pensare cosa provino donne e turisti”. L’idea della denuncia collettiva è partita dal titolare dell’hotel Genziana di vico Mele che nel documento spiega come la presenza degli spacciatori, ma anche dei consumatori di sostanze, provoca una “fuga” di clienti che rinunciano al soggiorno dopo aver visto la situazione all’esterno dell’hotel oppure scappano dopo la prima notte.
Nell’esposto in procura, viene chiesto che vengano organizzati, fra le altre cose, “pattugliamenti continui” della zona, ma sopratutto si chiede l’identificazione e la perquisizione sia degli uomini che sostano in strada sia delle prostitute che esercitano nei bassi e che a detta dei residenti supporterebbero gli spacciatori nascondendoli o occultando la droga per loro. I firmatari, tra cui alcuni presidenti di Civ, chiedono anche un controllo sui contratti di affitto dei bassi.
Accanto all’esposto in Procura ne è stato inviato un altro a Prefetto, Comune e Questura dove viene chiesto fra l’altro “il ripristino del nucleo di polizia locale del centro storico che è stato recentemente soppresso poiché riteniamo che solo la costante presenza delle forze dell’ordine sul territorio possa garantire la sicurezza dei cittadini che abitano e lavorano nella zona”.
Commercianti e residenti fanno appello affinché “il centro storico non venga abbandonato né dal Comune né dallo Stato”. “Siamo fermamente contrari a ogni forma di giustizia fai da te – dicono – ma abbiamo il diritto di vivere tranquilli e sicuri nelle nostre case senza temere di essere aggrediti fisicamente e verbalmente quando decidiamo di uscire”.
“Sappiamo che non c’è una bacchetta magica – spiega ancora l’avvocato Mensi – ma pensiamo che le istituzioni tutte insieme possano fare qualcosa che produca dei risultati. Per questo chiederò nei prossimo giorni un incontro al procuratore Piacente, ma chiediamo anche un incontro con Comune, Prefetto e Questore “per cercare di risolvere una situazione che è ogni giorno è foriera di pericoli per tutti noi e per chi vuol frequentare il centro storico”.
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