Centrosinistra: dalla patrimoniale a Ruffini. L’ex capo dell’Agenzia delle Entrate lancia il “campo aperto”

16 Giugno 2026 - 11:26
0
Centrosinistra: dalla patrimoniale a Ruffini. L’ex capo dell’Agenzia delle Entrate lancia il “campo aperto”

Centrosinistra: dalla patrimoniale a Ruffini. L’ex capo dell’Agenzia delle Entrate lancia il “campo aperto”

Nella sinistra che cerca un punto di caduta sull’introduzione di nuove tasse, come la patrimoniale, non poteva mancare di certo l’ex numero uno dell’Agenzia delle Entrate, il simbolo per eccellenza nell’immaginario popolare della riscossione dei tributi. E l’ex direttore generale della società che per famiglie e imprese si materializza nelle cartelle esattoriali, che nessuno vorrebbe mai ricevere, nella cassetta della postale o sulla pec, Ernesto Maria Ruffini, si rivolge alle forze di opposizione al governo di Meloni e del centrodestra, per parlare di futuro e di alleanze.

Primo punto: cambiare nome al campo largo

Lo fa dalle pagine del quotidiano il Foglio, partendo dall’assicurazione che il suo partito ‘Più Uno’ «non si limiterà a una mera testimonianza politica» ma che intende «dare un contributo a un contenitore che chiunque insieme a noi può contribuire a formare. Con una premessa importante: deve essere in grado di allargare la proposta politica, altrimenti non vale la pena. Vogliamo trasformare il campo largo in un campo aperto».
La proposta politica del possibile nuovo alleato di Schlein e Conte parte dunque da uno dei pochi tema su cui il centrosinistra sembrava trovato una intesa: il nome della compagine che si confronterà col centrodestra. Con Conte che di tanto in tanto ricorda di “non essere di sinistra” la parola “campo largo” sembrava aver messo d’accordo tutti. Invece no, Ruffini propone di cambiarlo in “campo aperto” e di lanciare così un messaggio che almeno sulla carta può sembrare nuovo e dimostrando la centralità che riveste in politica una buona comunicazione anche rispetto ai contenuti che si propongono, che talvolta di nuovo non hanno proprio nulla.

No alleanze centriste, anzi “nì”

Ad ogni modo il numero uno dell’Agenzia delle entrate rivendica di non riconoscersi «in una politica di centro: sono di centrosinistra» e parlando dei centristi infatti esclude accordi con i terzopolisti/ europeisti Calenda, Picierno e Marattin. Poi incappa, forse per questo nella prima contraddizione del concetto di ‘campo aperto’: «In ogni caso bisogna aspettare di conoscere quale sarà la legge elettorale che accompagnerà gli italiani al voto per fare qualunque valutazione» visto che soprattutto a sinistra, tradizionalmente, tutto e il contrario di tutto possono unirsi per provare a vincere le elezioni, con buona pace – ancora – dei contenuti e dei programmi.

Due tesi opposte in poche parole

Eppure Ruffini esprime un concetto agli antipodi di questa prima posizione solo poco dopo, quando a domanda risponde: «Vincere le elezioni non è sufficiente: la vera questione è sapere dove si sta andando, qual è la visione? Non significa un elenco di provvedimenti bandiera in cui ciascuna forza politica si ritrova per richiamare una sorta di identità politica comune, che però non forma alcuna visione di Paese».

Dopo il cambio di nome il cambio della domanda sulla patrimoniale

E alla domanda su cosa pensa l’ex capo dell’Agenzia delle entrate sulla ‘amatissima’ ma discussa patrimoniale risponde con un altro quesito. Insomma come direbbe il conduttore della tv, Gigi Marzullo, si fa una domanda da solo. Dice Ruffini: «la domanda da cui partire non è se sia giusto chiedere di più a chi ha di più. La Costituzione ha già risposto con capacità contributiva e progressività» ma «è se il nostro sistema fiscale rispetti davvero quel principio» e ancora «Il tema non è solo recuperare le risorse ma comprendere come vengono spese: dal 2015 al 2026 il debito è aumentato di 1.100 miliardi pur avendo incassato lo stato circa sei mila miliardi di imposte. Nell’ultimo anno il recupero dall’evasione è stato di 36 miliardi, ma queste somme dove vanno? Com’è possibile che con tutte questi risorse in più abbiamo una crescita così inconsistente?».

Poche risposte ma la voglia di primarie c’è

Quesiti a cui Ruffini sembra non trovare risposte, anche se per anni si è occupato di tributi. Su altre questioni invece sembra più convinto: «Le primarie – dice sul centrosinistra– sono uno strumento che può coinvolgere i cittadini, ma soltanto se servono per poter aprire un confronto su un progetto» mentre l’obiettivo dello «Stabilicum è quello di limitare la rappresentanza purché si abbia la certezza di sapere chi ha vinto e chi ha perso».

Preferenze, perchè la popolarità aiuta…

Su una cosa invece è categorico: «Credo che in questo momento la cosa più importante sia reintrodurre le preferenze», convinto probabilmente dei propri mezzi. Del resto si sa, riprendendo la dichiarazione della premier Giorgia Meloni inuna conferenza stampa, Ruffini è «una persona molto autorevole. Poi si sa che gli esattori delle tasse in Italia sono fra le persone che riscuotono maggiore consenso»…

L'articolo Centrosinistra: dalla patrimoniale a Ruffini. L’ex capo dell’Agenzia delle Entrate lancia il “campo aperto” sembra essere il primo su Secolo d'Italia.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User